Nick Cave vuole pubblicare un nuovo album coi Bad Seeds nel 2023

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In una risposta su Red Hand Files, Nick Cave ha rivelato di stare scrivendo un nuovo album per i Bad Seeds che vorrebbe pubblicare nel 2023

Anche Nick Cave fa i buoni propositi per l’anno nuovo: in particolare, come dice in risposta a un fan su Red Hand Files, fra i suoi programmi c’è anche quello di pubblicare un nuovo album coi Bad Seeds – l’ultimo, Ghosteen, è del 2029, mentre fra il 2021 e il 2022 sono usciti, tutti con Warren Ellis, Carnage e le colonne sonore La Panthére des Neiges, Blonde e Dahmer, e l’EP Seven Psalms. Inoltre nel 2022 è uscito il libro intervista con Sean O’Hagan Fede, Speranza e Carneficina, a cui abbiamo dedicato la copertina del numero di gennaio – potete acquistarlo anche online.

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“Il mio piano per quest’anno”, scrive, “è fare un nuovo disco coi Bad Seeds. Questa è una notizia sia buona che cattiva. Buona perché chi è che non vuole un nuovo album dei Bad Seeds? Cattiva perché devo scrivere questa maledetta cosa. Ho iniziato alle 9 di mattina del 1 gennaio. Oggi è 6 gennaio – è passata quasi una settimana e ho scritto qualcosa ma non è un granché, o forse lo è, è difficile dirlo. Si è creata una sorta di stasi, perenne e prevedibile. È lo stesso per ogni disco, sento quella sensazione familiare di mancanza, come se fossi una grande, stupida cosa vuota in completo. Sono scontroso da morire e Susie è sparita per una settimana. Tutto ciò che somiglia a un impulso creativo è nascosto in qualche buco muscoso pieno di rane, addormentato, spero, non morto. Devo richiamarlo fuori, svegliarlo. Diventa un affare brutto, punitivo, con gli occhi gonfi. Comincio ad avere una voce nella testa esasperante, che fa rime, come una follia. Come la tristezza.

Il primo verso che ho scritto il 1 gennaio era:
Ushering in the year he knelt down
And crushed his brother’s head with a bone
Che sembrava un buon modo per iniziare un disco ma anche per finirlo e in realtà non è andato da nessuna parte. Poi qualche giorno dopo ci ho aggiunto
Ushering in the new year he knelt down
And crushed his brother’s head with a bone
It’s my great privilege to walk you home
In the rain. Hop inside my coat.
che suonava un po’ meglio, come qualcosa credo, ma non così tanto. Poi il giorno dopo, poiché avevo questo tema pioggia in corso, ho scritto
The frogs in the gutter are jumping for God
Amazed of love, amazed of pain
Amazed to land back in the gutter again
E questo sembrava riassumere le cose. Scrivere testi è un inferno. È come saltare per le rane, Fred. È la merda. È la palude. Fa male. Arriva a scatti, ma pochi e lontani tra loro. C’è qualcosa di osceno in tutto. Come crimini che fanno la rima. Spero che non duri a lungo. In realtà ho paura. Ma mi succede sempre. Dura a lungo. Scrivere una canzone. Speri in Dio che ci sia ancora qualcosa. Sei perso. Adesso smetterò questa lettera. Non migliora le cose. È come frustare un cavallo morto. Peggio. È un carro funebre. Un carro funebre di versi morti. Morti, Fred. Morti”.

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