Il nuovo album di Manuel Volpe & Rhabdomantic Orchestra è ispirato all’estetica surrealista e al realismo magico sudamericano

A sei anni dall’uscita di Albore, torna il collettivo Rhabdomantic Orchestra di Manuel Volpe con un nuovo album frutto dell’incontro con la musicista e cantante colombiana Maria Mallol Moya.

Almagre, questo il titolo, esce il 6 maggio per la label tedesca Agogo Records ed è una sorta di romanzo in musica ispirato all’estetica surrealista e al realismo magico sudamericano. Ambientato in un Mediterraneo immaginario, crocevia di incontri e scontri tra culture, rosso come il sangue di cui continua a tingersi, Almagre è un album viscerale, reazionario, spirituale eppure politico che segna un cambio di rotta dal senso di purificazione del precedente lavoro verso una continua tensione al sublime.

Almagre è una parola arabo-ispanica utilizzata per nominare il colore rosso ottenuto dall’ossido di ferro. L’album è stato composto e diretto da Manuel Volpe con l’intento di creare una Babele musicale fatta di contrasti di linguaggi e suggestioni attraverso un forte approccio narrativo all’orchestrazione, mescolando Afrobeat, spiritual jazz, salsa, melodie del mediterraneo, derive kraut rock, library music . “Ciò che mi interessa esplorare con Rhabdomantic”, spiega, “sono le possibilità evocative e narrative dell’arrangiamento, raggiungere una sorta di realismo magico in cui il potere immaginifico della musica possa bastare a sé stesso”.

Qui sotto potete ascoltare l’album in anteprima: