Billy Bragg ha ancora qualcosa da dire a Morrissey (e a Brandon Flowers)

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Si sa, a Morrissey piace fare la parte del paladino della libertà di pensiero e del bersaglio dell’odio di giornalisti, colleghi e schiavi del politicamente corretto. C’è da dire che non si impegna molto per mettere a tacere chi più che un provocatore politicamente scorretto lo vede ormai come un fascista fatto e finito. L’ultimo caso lo segnala Billy Bragg – che già aveva detto la sua a proposito della controversa intervista di qualche giorno fa – con un lungo post su Facebook:

“La scorsa domenica, mentre gran parte dei media inglesi lodavano il concerto di Stormzy a Glastonbury come un momento epocale”, scrive, “Morrissey postava un video suprematista sul suo sito, accompagnato dal commento “Solo cieli azzurri per Stormzy… la gogna per Morrissey”. Il video di nove minuti mostrava riprese dell’esibizione della star del grime al Pyramid Stage mentre sosteneva che l’establishment britannico lo stia usando per promuovere il multiculturalismo a spese della cultura bianca. Il canale YouTube dell’autore del video contiene altre clip che esprimono, fra le altre cose, omofobia, razzismo e misoginia – le donne nere di sinistra sono il bersaglio preferito per la sua rabbia. Ci sono anche video che espongono la teoria della Grande Sostituzione, una teoria cospirazionista che sostiene che esista un piano per cancellare la popolazione bianca in Europa e Nord America attraverso l’immigrazione di massa e la guerra culturale. Il mio primo pensiero è stato chiedermi che genere di siti segua Morrissey per poter trovare e ripostare questo video lo stesso giorno in cui è apparso online? Sono tornato a casa da Glastonbury aspettandomi di vedere qualche reazione arrabbiata al suo endorsement per il suprematismo bianco.

Invece, NME ha pubblicato un’intervista a Brandon Flowers in cui il cantante dei Killers dichiarava che Morrissey è ancora “un re”, nonostante fosse su quello che Flowers riconosce come un terreno scivoloso a causa dei suoi commenti bigotti. Mentre la settimana andava avanti, continuavo ad aspettare qualche reazione al video, ma non ne è arrivata nessuna. Ogni volta che cercavo Morrissey su Google, compariva un altro articolo di un sito musicale che riportava quello di NME: Brandon Flowers dei Killers su Morrissey: è ancora un re”. So bene per esperienza personale quanto sia facile per un artista trovare quello che hai detto nel contesto di un discorso più lungo trasformato in un titolo a effetto che non riflette la tua reale visione dell’argomento, ma devo chiedermi se Flowers capisce fino in fondo le implicazioni delle dichiarazioni di Morrissey in supporto del partito di estrema destra For Britain? Come autore della potente canzone dei Killers Land of the Free, sa che For Britain vuole costruire quelle barriere anti immigrazione che Flowers condanna nel testo? La leader del partito Marie Walters mantiene dei legami con Generation Identity, il gruppo che ha ispirato e viene finanziato dall’uomo che ha ucciso 50 persone alla moschea di Christchurch. Come si colloca questo con la condanna all’omicidio di massa da parte di un pistolero solitario in Land of the Free? Come partito esplicitamente anti-Islam, For Britain si oppone al massacro religioso degli animali senza l’uso di una pistola stordente, una politica che ha dato a Morrissey una foglia di fico di rispettabilità, permettendogli di rivendicare il supporto come animalismo. Ma se questa è la sua principale preoccupazione, perché non supporta l’Animal Welfare Party, che si era candidato alle recenti elezioni europee? Fra le sue politiche, l’AWF vuole proibire l’uccisione degli animali senza stordimento. Se il suo unico interesse era far cessare questa pratica, avrebbe potuto raggiungerlo senza la macchia dell’islamofobia supportando loro. Sono un partito piccolo, ma il supporto di Morrissey sarebbe stato una pubblicità importante per i diritti degli animali. Invece, lui esprime il supporto per i provocatori anti-Islam, posta video suprematisti e, quando viene contraddetto, si mette a piagnucolare “infamia, infamia, ce l’hanno tutti con me”. La sua recente dichiarazione che “come cosiddetto intrattenitore, non ho diritti” è una posizione ridicola resa ancora più inquietante dal fatto che è una cosa ricorrente fra i reazionari di destra. L’idea che ad alcuni individui non sia permesso dire alcune cose è falsa, se non altro perché spesso è invocata dopo che questi hanno fatto i loro commenti offensivi. Guardate più da vicino alle loro pretese e vedrete che quello di cui si lamentano è il fatto che sono stati contraddetti. Il concetto di libertà spinto dalla nuova generazione di paladini della libertà di parola sostiene che un individuo abbia il diritto di dire quello che vuole, quando vuole, a chiunque, senza contraddittorio. Se questa è la definizione di libertà, non c’è bisogno di guardare al di là del Twutter di Donald Trump come segnale di libertà della nostra generazione. Forse Lady Liberty dovrebbe essere sostituita al porto di New York da una colossale scultura di Donald, con una toga e una torcia in mano. In modo preoccupante, la reazione di Morrissey dopo essere stato sfidato per il suo supporto a For Britain, la sua volontà di rilanciare invece di scusarsi, suggerisce un impegno per un bigottismo che macchia il suo personaggio di campione degli outsider. Laddove un tempo offriva conforto alle vittime di un mondo crudele e ingiusto, ora sembra essersi unito ai bulli fuori dai cancelli della scuola. Come attivista, sono sconcertato dalla sua trasformazione, ma come fan degli Smiths, ho il cuore spezzato. È stata la fantastica chitarra di Johnny Marr a introdurmi alla band, ma ho capito che Morrissey era uno scrittore eccezionale quando ho sentito Reel Around the Fountain. Ironicamente, a conquistarmi è stato un verso che aveva rubato.

“I dreamt about you last night and I fell out of bed twice” lo dice Jimmy, il marinaio nero, alla sua amante teenager Jo, in A Taste of Honey di Sheila Delaney. Il film del 1961, con Rita Tushingham, era un esempio della società britannica del dopoguerra, che cominciava ad accettare le relazioni multirazziali (e l’omosessualità). Usando quel verso nella canzone, Morrissey metteva gli Smiths nella grande tradizione della cultura working class del nord, che poteva stare nel fango, ma guardava alle stelle. Invece, postando un video suprematista in cui è citato mentre dice “tutti preferiscono la propria razza”, Morrissey danneggia quel verso, cancellando Jo e Jimmy e tutti quegli amanti disadattati a cui gli Smiths avevano donato tanto coraggio. Una settimana è passata da quando è apparso il video sul sito di Morrissey e niente è stato scritto sui media per sfidare la sua posizione. Oggi è stato riportato che una ricerca dell’Institute for Strategic Dialogue, un’organizzazione britannica anti-estremismo, rivela che la teoria della grande sostituzione è stata promossa così efficacemente dalla destra che sta entrando nel discorso politico ufficiale. Il fatto che Morrissey stia aiutando a diffondere quest’idea – che ha ispirato la strage alla moschea di Christchurch – è indubbio. Quelli che sostengono che non abbia importanza per la sua grandezza come artista dovrebbero chiedersi se, chiedendo di separare il cantante dalla canzone, non stiano anche loro aiutando a propagare questo credo razzista”.

Redazione Rumore
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