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“Cari Nick Cave and the Bad Seeds,
avete in programma di suonare a Tel Aviv il 19 e il 20 novembre. Per favore non andate”.
Comincia così la lettera indirizzata a Cave da Artists For Palestine, firmata fra gli altri da Roger Waters, Thurston Moore e Tunde Adebimpe.
La lettera continua citando un report delle Nazioni Unite secondo cui “in Israele vige un regime di apartheid ai danni dei palestinesi”, il che significa “scrittori palestinesi agli arresti domiciliari. Festival letterari finiti. Restrizioni per i viaggi di attori e musicisti. Social media sotto sorveglianza. Centri di comunicazione assaliti e depredati. L’uso di forze militari contro una popolazione prigioniera. L’espansione continua di insediamenti illegali”.
Uno dei modi per contrastare questa situazione, secondo gli artisti che aderiscono al boicottaggio, sarebbe non andare a suonare in Israele, perché “quando artisti internazionali della vostra levatura, nonostante gli appelli dei palestinesi, continuano a comparire sui palchi israeliani, il governo che promuove questi crimini si rincuora: qualunque cosa faccia, sembra che non ci sarà nessuna pena”.
L’appello fa riferimento anche ai Radiohead, la cui tappa israeliana a luglio era stata “celebrata dal ministro degli esteri, mentre i media locali dichiaravano che la loro apparizione era la migliore propaganda ricevuta ultimamente da israele”.
Qui potete leggere la lettera completa.


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