Rumore 298 | Novembre 2016

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Una telefonata nel tardo pomeriggio di una domenica. Tre anni fa, giorno più giorno meno. Giona A. Nazzaro che avverte la redazione: è morto Lou Reed. Più che a un macabro scherzo di Halloween si pensa a una bufala da web. Controlliamo, purtroppo è tutto vero. Il bello di avere un sito è che queste notizie possono essere divulgate in tempo reale. Il brutto, per l’appunto, è che la notizia era vera. Così, a tre anni di distanza dalla sua morte, celebriamo a modo nostro uno dei pochi veri giganti della storia del rock’n’roll. Alessandro Baronciani ha ritratto Lou Reed in copertina, realizzando la cover tutta a mano. Maurizio Blatto rievoca per noi il suo incontro sinora inedito con Lou. Proprio mentre un mega box riassume in 15 anni e 17 dischi gli anni ‘70/80 del Nostro. Da qui comincia il numero di novembre 2016 di “Rumore”

Un discorso che ci sta a cuore è quello sul gender: l’abbiamo tenuto caldo già da un po’, ma le contemporanee uscite discografiche di Mykki Blanco e Against Me! l’hanno riportato – più che mai – all’onore delle cronache. Col provocatorio titolo “Queer Is the New Punk” (e grazie alle penne di Giorgio Valletta, Daniele Cianfriglia ed Elia Alovisi) abbiamo voluto immergerci nel tema per provare a raccontarne natura, origini e sviluppo contemporaneo, nella musica che seguiamo.

Una coppia apparentemente inedita – composta dal direttorissimo Claudio Sorge e Arturo Compagnoni – è invece entrata in contato con gli Sleeping Beauties, andandone a raccontare la storia dalle radici, ossia portando le lancette indietro a quei fondamentali “sopravvissuti del rock’n’roll” chiamati The Hunches.

Abbiamo poi fatto una lunga chiacchierata con David Pajo: musicista culto del rock americano (e non) nei ’90, che avevano lasciato alle prese con una vicenda personale estrema. Con ordine: Pajo nei decenni ha lavorato con Slint, Billy Corgan, Tortoise e mezzo giro post-rock di Chicago. Ora torna (di nuovo) da solo con un album solista. Che lo riporta all’attività musicale dopo un tentativo di suicidio per vicende familiari, ormai molti mesi fa.

Tanta Inghilterra nel nuovo numero di “Rumore”. Si parte con le ossessioni tra new wave e pop di un paio di band londinesi: i consolidati White Lies e i freschi Blossoms, entrambi intervistati di persona da Diego Ballani. E naturalmente non poteva mancare una fermata presso gli Oasis. Tra la ristampa quasi ventennale del terzo disco (Be Here Now) e l’uscita del docufilm Supersonic ce ne sarebbe da dire per almeno altri 20 anni. Ci siamo limitati a una bellissima intervista a Noel Gallagher che ricorda, racconta e rievoca quei giorni gloriosi per gli hooligan di Manchester.

E ancora: interviste a ottimi progetti doc come Tedua, Verdiana Raw, An Harbor, The Devils, Calavera e Birthh. Siamo andati a vedere dal vivo negli Stati Uniti Kanye West, per capire esattamente in consiste il suo mega show e la natura controversa del personaggio. Riavvolgiamo il nastro sulla storia degli Shandon, ska e punk dal cuore della Brianza, oggi di nuovo in pista con ristampe e materiale nuovo.

Analizziamo come al solito moltissime nuove uscite discografiche, fra cui spicca l’eccellente terzo album del produttore Nicolas Jaar, nostro disco del mese. Oltre alle nuove uscite di Leonard Cohen, Testament, Hope Sandoval & The Warm Inventions, Green Day, Moby, Martha Wainwright, Itasca, Helmet, Howe Gelb, Thegiornalisti, The Cavemen e tantissimi altri.

“Rumore” 298, novembre 2015, è in edicola al prezzo di 6 euro. Buona lettura!

Da questo numero, vi proporremo ogni mese una playlist in aggiornamento costante su Spotify con alcuni dei dischi trattati, in modo da guidarvi agilmente alla lettura del nuovo numero.

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Redazione Rumore
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Rumore è da oltre 30 anni il mensile di riferimento per la cultura alternativa italiana. Musica (rock, alternative, metal, indie, elettronica, avanguardia, hip hop), soprattutto, ma anche libri, cinema, fumetti, tecnologia e arte. Per chi non si accontenta del “rumore” di sottofondo della quotidianità offerto dagli altri magazine.

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