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di Francesco Bommartini

Sono in due ma sembrano in 4. Si chiamano Bud Spencer Blues Explosion, di nome e di fatto. Giovedì sera hanno suonato la prima data del tour di presentazione del nuovo album ad Interzona, Verona. La loro prima volta in città, secondo quanto mi ha detto il batterista Petulicchio. Prima del live infatto ho avuto la possibilità di entrare nel backstage.

Mi aspettavo un antro fumoso, ed invece mi sono ritrovato in un’ampia sala, con un tavolone in mezzo. A quel tavolo era seduto Adriano Viterbini, eccelso chitarrista che collabora anche con Raf (!). Dopo esserci salutati, ed aver fatto cenno alla crisi terribile che continua ad attanagliare musica ed editoria, l’ho lasciato concentrarsi e ho scambiato due parole con il fotografo Daniele Bianchi e Cesare Petulicchio.

Nonostante fosse una sera infrasettimanale, la sala di Interzona si riempie solo alle 23, orario in cui comincia il concerto dei due fenomeni. Il duo ha sciorinato, in oltre un’ora e mezza, le canzoni tratte dal nuovo disco ma pure dall’omonimo, da Do It e da Fuoco Lento. La partenza è fulminante con Mi Sento Come Se…. Si continua con la cover di Alex Britti Esci Piano, un brano del nuovo album per poi arrivare all’atteso nuovo singolo Duel.

Adriano Viterbini suona la sua chitarra con estrema nonchalanche, trascinando il numeroso pubblico tra virtuosismi che non sono quasi mai fini a loro stessi, bensì parte di una forma canzone rock-blues estremamente riuscita. I riff vanno dall’ottimo all’incredibile. Il tutto è supportato dal batterismo vivace e preciso di Petulicchio, che sormonta con sicumera la sua batteria caratterizzata da fusti azzurri e trasparenti. Come mi aveva confidato un anno fa, la sua ricerca a livello di nuove parti da utilizzare non ha mai fine, e credo sia questa una delle grandi forze dei Bsbe.

A metà concerto Viterbini cambia chitarra, accentuando i bassi. Ogni palm-mute è spinto oltremodo da un impianto all’altezza della proposta della band. La loro performance ha quindi un bonus importante, e tutt’altro che scontato. I due ricercano la perfezione sonore nelle loro esibizioni, facendo molta attenzione ai suoni. Tanto che a fine concerto proprio Viterbini mi ha chiesto: “Come si sentiva?”. Ascoltando i soli e i riff del chitarrista, e sentendo la varietà di suono che sprigionano i suoi amplificatori, mi sono avvicinato al palco per osservare la pedaliera: cry baby, boost e un altro paio di pedali per tutto quel ben di Dio!

La bella serata, che lascia tutti soddisfatti e divertiti, viene chiusa con un bis comprendente la cover di Hey Boy, Hey Girl, da sempre nella scaletta dei Bud.