James Murphy, mastermind dell’ormai accantonato progetto LCD Soundsystem, si sta tenendo molto occupato. Attualmente, oltre a gestire la DFA – sua storica etichetta – e ad aver lavorato come produttore a Reflektor degli Arcade Fire, Murphy sta collaborando con i fratelli Cavalera (ex-Sepultura) per un progetto ancora senza nome e ha remixato un pezzo di David Bowie. Ma, tra un DJ set e una collaborazione, Murphy si è impegnato anche nel campo del cinema: a breve, infatti, Murphy (foto via SPIN) debutterà come regista.

Il suo primo corto si intitola Little Duck, è sponsorizzato dalla Canon (tramite il progetto Imagin8ion) ed è basato su una serie di fotografie, divise in categorie (“Setting”, “Time”, “Character”, “Mood”, “Obstacle” e altre), spedite da clienti della compagnia che volevano contribuire all’iniziativa. Mentore del tutto è Ron Howard, che ha coordinato il lavoro di Murphy con quello di una serie di altre celebrità: Jamie Foxx, Eva Longoria, Biz Stone (co-fondatore di Twitter) e Georgina Chapman, tra gli altri. Consequence of Sound ha recentemente intervistato Murphy sulla sua esperienza. Qua sotto, qualche estratto tradotto.

Ci sono arrivate una tonnellata di fotografie che sono state, penso, pre-esaminate. Alcune sono state eliminate direttamente, ma alla fine sono riuscito a mettermi di fronte a una sorta di gran pila di fotografie più o meno curate. Poi queste sono state scremate e stampate, e da queste ho ricavato le dieci foto migliori per le dieci diverse categorie. […] Per me, registrare con il gruppo, significa lavorare da solo, perché in realtà, a volte, non sono così bravo a collaborare. Voglio che le cose vengano fatte esattamente nel modo in cui voglio, poi mi sento frustrato ed è come se urtassi la sensibilità degli altri, quindi di solito faccio tutto io. Nei film non puoi fare così. Mi sono reso conto che avrei dovuto trovare la squadra giusta e assicurarmi di trovare una buona estetica, che ci fosse una comprensione reciproca. Ho iniziato con questo direttore della fotografia […] Manuel Alberto Claro, che ha fatto Melancholia assieme a Lars von Trier. […] Da lì abbiamo iniziato a costruire una squadra partendo dall’idea che la priorità fosse trovare persone con cui fosse possibile avere a che fare.

Non ho lavorato molto alla colonna sonora. C’è una scena che ha come sottofondo una canzone della band di un mio amico. È una sorta di canzone punk che due personaggi stanno ascoltando. Nella scena, il pezzo esce da uno stereo portatile. E poi c’è una canzone alla fine che un tizio sta ascoltando in cuffia mentre gira in bici, e quella l’ho scritta io assieme ad alcuni amici. Ma niente di più. Non c’è stato bisogno di una colonna sonora così ampia. Sarà ironico, ma non mi piacciono poi così tanto le colonne sonore.

[Tagliare delle scene] è stata la parte più dura. Perché ci sono state scene girate a New York che abbiamo dovuto eliminare. Provare a raccontare tutta la storia prendendone solo alcuni spezzoni, alla fine, non è stato bello quanto raccontare anche solo una parte del tutto, ma con pazienza. Quindi, da qualche parte c’è una director’s cut. Non è un capitolo chiuso, per me.

Nell’intervista, Murphy parla anche della sua recente collaborazione con gli Arcade Fire come produttore, del suo modo di fare DJ set, della sua collaborazione con Bowie e di molto altro. Potete leggere il tutto (in inglese) cliccando qua.

Qua sotto, due video relativi al progetto Imagin8ion: una conversazione tra Murphy e Ron Howard e un dietro le quinte di Little Duck.