
Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 6 al 12 luglio
Cosa abbiamo ascoltato la settimana scorsa? Ecco qui.

The Rolling Stones – Foreign Tongues (Polydor/Promotone/Universal)
A dire il vero, tre anni fa quella cover di Rolling Stone Blues di Muddy Waters posta a conclusione di Hackney Diamonds sapeva proprio di addio, complice anche la scomparsa di Charlie Watts nel 2021. Invece gli eterni Stones hanno ancora molto da dire e tornano con il loro venticinquesimo album in studio per dimostrarlo. Prodotto da Andrew Watt, il disco offre un compendio di tutti gli stili affrontati dalla band in questa carriera lunga sessanta anni e vanta una serie di ospiti illustri e di generazioni diverse: Paul McCartney, Steve Winwood, Robert Smith, Chad Smith e Bruno Mars.

Jack White – Frozen Charlotte (Third Man)
A due anni dal precedente No Name, distribuito in gran segreto nei negozi della Third Man, l’artista americano torna su territori più convenzionali ma non meno originali con il suo settimo album in studio. Se a livello musicale ci si muove su un mix di alternative, garage e blues rock cupo e crudo come solo White sa fare, a livello visivo a catturare l’attenzione è la scultura in copertina. Realizzata dall’artista stesso, essa dà il nome all’album ed è composta da una statua di porcellana ottocentesca a cui è stata tagliata la testa per sostituirla con un teschio blu.

Future – The Real Me (Sahluna/Epic/Sony)
Fresco di apparizione nella cerimonia d’apertura dei Mondiali di calcio al SoFi Stadium di Inglewood, il rapper americano torna con il suo settimo album in studio. Sono passati due anni da uno dei periodi più intensi della sua carriera, segnato dalla pubblicazione del doppio album insieme a Metro Boomin (WE DON’T TRUST YOU e WE STILL DON’T TRUST YOU) e di Mixtape Pluto, durante i quali Future ha scritto quello che viene presentato come uno dei suoi dischi più intimi e personali. A dimostrarlo c’è anche il fatto che nelle tracce non vi sia alcun featuring, scelta funzionale a mostrare solo sé stesso e mettersi a nudo.

The Temper Trap – Sungazer (Mushroom)
Dopo l’uscita del precedente Thick As Thieves nel 2016 la band australiana ha progressivamente ridotto la sua attività, fino ad arrivare a prendersi una pausa nel 2019. A partire dal 2022, tuttavia, i ragazzi di Melbourne hanno ricominciato a fare qualche sporadica apparizione in vari festival e ora, a dieci anni dall’ultima volta, sono pronti per tornare con un nuovo album in studio, il quarto. Sul disco la band si è espressa così: ““Grazie al tempo trascorso separati e alla grande crescita personale di tutti noi, ‘Sungazer’ sembra aver catturato la raccolta di musica più pura che abbiamo mai realizzato. (…) Tornare in studio insieme è stato davvero come tornare a casa.“

Xiu Xiu – Eraserhead Xiu Xiu (Polyvinyl)
Che la band americana fosse fan di David Lynch non è un mistero, dal momento che nel 2016 pubblicarono il disco Xiu Xiu Plays The Music Of Twin Peaks, ma a dieci anni esatti da quel primo omaggio ne segue un altro, dedicato al film di debutto del compianto regista americano. Il disco combina brani della colonna sonora con nuove composizioni originali, creando un sapiente mix di sintetizzatori modulari, field recordings e rumori industriali disorientanti esattamente come lo è la pellicola originale.

Show Me The Body – Alone Together (Loma Vista/Concord)
Nell’anno in cui si celebra il decennale del loro disco d’esordio Body War la band americana torna con il suo quarto album in studio, che segue Trouble The Water del 2022. Prodotto da Klas Åhlund, che ha contribuito alle sonorità synth-pop di Robyn, e Kenneth Blume, beatmaker hip-hop già al lavoro con i Geese, dimostrano di voler cambiare tutto e aprirsi a nuove sonorità, mantenendo sempre al centro del loro stile i racconti e le riflessioni sulla loro città di New York.

Panda Bear & Sonic Boom – A ? Of WHEN (Domino)
A quattro anni di distanza dal primo disco collaborativo l’artista americano e il produttore inglese (all’anagrafe Peter Kember) tornano a realizzare un nuovo album assieme. Un lavoro che riflette sulla società contemporanea, rappresentandola attraverso i suoi tre problemi più grandi: crisi politica, emergenza ecologica e iperconnessione. Tutto ciò viene affrontato con un sapiente mix di vivace psichedelia, pop e musica elettronica e con il coinvolgimento di alcuni ospiti: l’arpista Mary Lattimore, il multi-strumentista Daniel O’Sullivan e il chitarrista di pedal steel Zena Kay.

Kelela – new avatar (Warp)
Il terzo album in studio della cantante americana, che segue Raven del 2023, l’ha vista tornare a un modus operandi tipico dei suoi esordi. Come spiegato da lei stessa: “(…) Si trattava (in modo discreto) di sbagliare, di fregarsene completamente e di smantellare fin dall’inizio il bisogno di essere perfetti. (…) procedendo con grande intenzionalità, ma catturando al contempo la libertà e la spontaneità che hanno ispirato i miei esordi come artista. Quello che troverete in questo album è un altro aspetto del mio mondo espresso con un nuovo livello di convinzione, a volte sotto forma di amore e devozione, altre volte sotto forma di rabbia.”

The XCERTS – i think i want to go home now. (FLG)
A tre anni di distanza dal precedente Learning How To Live And Let Go la band scozzese torna con il suo sesto album in studio. Un disco segnato da una serie di momenti difficili vissuti dal gruppo, tra la morte della madre del bassista Jordan Smith e la dura lotta con un brutto male del padre del leader Murray Macleod, che hanno rafforzato i legami tra i vari membri e prodotto una scrittura molto intima e personale. Non a caso il titolo dell’opera rimanda a quella sensazione di tristezza e sopraffazione a cui si può porre rimedio solo tornando a casa dalle persone che si amano di più.

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