Dischi da ascoltare questa settimana (23 – 29 marzo)

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(Credits : Unsplash / Dmitriy Khanzhin)

Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 23 al 29 marzo

Kanye West (Ye) BULLY (YZY)

Annunciato e rimandato molteplici volte come da copione, contro le aspettative di tutti alla fine il dodicesimo album in studio di Kanye West ha visto finalmente la luce questo sabato mattina. L’uscita è stata accompagnata da polemiche (anche qui, come di consueto) inerenti l’utilizzo dell’IA nei brani, testimoniato da alcuni listening party dell’edizione fisica del disco. L’uscita digitale ha decisamente smentito questi fatti, risultando completamente diversa e “umana” ma con tracce ancora in fase di lavorazione (per l’ultima volta, come spesso accaduto in passato). La sensazione è che come nel caso di The Life Of Pablo l’album verrà gradualmente modificato nelle prossime settimane.

Flea Honora (Nonesuch/Trumpet Cosmos)

L’uomo che campeggia sulla copertina del numero di marzo di Rumore, noto ai più come l’eclettico bassista dei Red Hot Chili Peppers, giunge alla pubblicazione del suo primo effettivo album come solista. Flea in quest’opera si dedica al jazz occupandosi del basso, della tromba (i fan più accaniti saranno già al corrente delle sue abilità con tale strumento) e persino della voce. Al suo interno non mancano ospiti (dal compagno di band Chad Smith a Thom Yorke e Nick Cave) e le tracce si dividono tra composizioni originali e interessanti e inaspettate cover come quella di Thinking Bout You di Frank Ocean.

RAYE THIS MUSIC MAY CONTAIN HOPE. (Human Re Sources)

A tre anni di distanza dal disco d’esordio My 21st Century Blues l’artista britannica giunge al suo atteso seguito. Preceduto dal singolo WHERE IS MY HUSBAND!, che l’ha fatta finire in cima alle classifiche di numerose nazioni, l’album si presenta come un disco pop ricco di contaminazioni, dall’elettronica fino allo swing, e articolato in quattro atti, che ripercorrono le stagioni dall’autunno fino all’estate dell’anno successivo. Anche se interamente scritto e co-prodotto dall’artista stessa, il disco vanta al suo interno un paio di ospiti illustri come Hans Zimmer e Al Green.

Courtney Barnett Creature Of Habit (Mom + Pop/Fiction)

Prodotto da John Congleton, il sesto album in studio dell’artista australiana arriva a cinque anni di distanza dal precedente Things Take Time, Take Time ed è il primo pubblicato a seguito della chiusura della sua etichetta Milk!, avvenuta nel 2023. Questo evento, unito al trasferimento dalla sua terra natia a Los Angeles, ha prodotto in lei una serie di profonde riflessioni sul cambiamento e sul futuro, che si sono tradotte in un disco fedele allo stile dell’artista, ma mai così ammiccante al pop.

José Gonzalez Against The Dying Of The Light (Imperial/City Slang)

A cinque anni di distanza dal precedente Local Valley l’artista svedese di origini argentine torna con il suo quinto album in studio, che rappresenta idealmente un seguito e un approfondimento del precedente. Se nell’album del 2021 Gonzalez si focalizzava su una serie di riflessioni personali, in questo nuovo lavoro amplia il suo raggio d’azione abbracciando il progresso tecnologico e il modo in cui impatta le relazioni tra le persone. Ciò che ne viene fuori è una richiesta di conservazione della propria umanità, cantata in tre lingue: inglese, spagnolo e svedese.

Robyn Sexistential (Konichiwa /Young)

Sono trascorsi ben otto anni da Honey, ma ora la cantante svedese è finalmente pronta per tornare con il suo nono album in studio. Sulle tematiche del disco lei stessa si è così espressa: ““Esplorare la mia vita sensuale è la stessa sensazione che provo quando scrivo una bella canzone. È una vibrazione così bella e delicata che richiede un grande sforzo per mantenerla viva. Sento che lo scopo della mia vita è rimanere eccitata – non deve nemmeno riguardare il sesso, ma è sentirsi sensuali e attratte dalle cose che mi piacciono, e non lasciare che nulla prenda il sopravvento su questo.”

Snail Mail Ricochet (Matador)

Il terzo album in studio di Lindsay Erin Jordan arriva a cinque anni di distanza dal precedente Valentine e si configura come una profonda riflessione esistenziale sulla vita e su cosa accade al termine della stessa. Le canzoni si trovano, quindi, a ruotare attorno a una serie di emozioni e sentimenti che investono tutti e vanno dall’amare profondamente qualcuno alla paura per il tempo che scorre, accompagnata da quella di sprecarlo.

The Academy Is… Almost There (I Surrender)

Sono trascorsi poco più di vent’anni dall’uscita dell’album di debutto della band Almost Here e quello che si appresta ad uscire funge da suo ideale completamento concettuale. E questo disco per la band costituisce veramente un ritorno alle origini dopo essere stati lontani per tanto tempo, nonostante la prima reunion del 2015. Il seguito di Fast Times At Barrington High, risalente al 2008, è stato descritto così da William Beckett: ““Almost Here parlava di lasciare casa. Questo album parla di ritrovare la strada per tornare a casa.”

The New Pornographers The Former Site Of (Merge)

A tre anni di distanza dal precedente Continue As A Guest la band canadese torna con il suo decimo album in studio, che si configura come una raccolta di dieci racconti diversi messi in musica e tutti partoriti dalla mente di Carl Newman. Come spiegato da lui stesso: ““Avere tempo nel mio studio ha davvero aperto nuove possibilità. Posso mettere insieme prima lo scheletro di una canzone – solo un paio di elementi, l’atmosfera principale, davvero il minimo indispensabile – prima di portarla alla band e partire da lì.

The Twilight Sad IT’S THE LONG GOODBYE (Rock Action)

Il sesto album in studio della band scozzese, che segue It Won’t Be Like This All The Time del 2019, affronta un tema delicato come quello della malattia e della scomparsa della madre del cantante James Graham. Il cantante ha commentato: “Il disco è fortemente influenzato dalla mia salute mentale, dal dolore e dalla perdita, e dal bisogno di essere forte anche quando non te la senti. Penso che sia una storia molto umana, questa è solo la mia versione. Credo che tutti attraversino qualcosa di simile. Tutti perdono qualcuno. Tutti si interrogano sulla vita.”

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