Dischi da ascoltare questa settimana (2 – 8 febbraio)

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(Credits : Unsplash / Anastasiya Badun)

Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 2 al 8 febbraio

J. Cole The Fall-Off (Cole World/Interscope)

È dal lontano 2018 che si parla di questo album, introdotto concettualmente dalla traccia finale di KOD “1985 (Intro To The Fall Off)”, il quale dovrebbe costituire il capitolo finale della carriera del rapper americano. Oggi finalmente, al termine di anni di speculazioni, vede finalmente la luce e viene presentato come un disco doppio: il primo, disc 29, affronta il primo ritorno di Jermaine nella sua Fayetteville dopo essere diventato una star; il secondo, disc 39, ripercorre lo stesso ritorno a distanza di dieci anni.

Danno AKA Danno (Wea/Kill Bozo/Ada)

Dopo aver trascorso gli ultimi trent’anni a scrivere la storia dell’hip hop italiano tra i Colle Der Fomento, gli Artificial Kid e tanti altri progetti, il rapper romano ha deciso che era arrivato il momento di realizzare un disco come solista. Prodotto dal fido Dj Craim, il disco è un compendio dell’old school che fu tra citazioni da nerd, scratch e puro boom bap. Al suo interno, a sorpresa, nessun altro rapper come ospite, bensì un inaspettato cantautore in un brano: Motta.

Daphni Butterfly (Jiaolong)

A due anni di distanza da Honey, pubblicato sotto il suo alter ego principale Caribou, Dan Snaith ritorna sul progetto Daphni per pubblicare il sesto album con questo nome. Come di consueto le tracce si muovono in un territorio dance che oscilla tra house, trance, rave e tanto altro proprio come piace fare all’artista, che ha dichiarato: «Credo che mettere insieme roba davvero funzionale e tracce più strane (sia in un album che in un dj set) sia la cosa che mi interessa ancora di più»

Neoprimitivi Il Sangue È Pronto (42/Sony)

Il collettivo romano ha pubblicato a sorpresa il suo secondo album in studio, che segue a poco meno di un anno di distanza il debutto con Orgia Mistero e nasce in realtà come accompagnamento sonoro alla pellicola horror di Renato Polselli Riti, magie nere e orge segrete nel Trecento. La verità è che il disco funziona alla perfezione anche da solo grazie a un’unica lunga suite, che in realtà si suddividono in sei capitoli, in grado di muoversi tra rock psichedelico, funk jazz, dub e dream pop.

Ratboys Singin’ To An Empty Chair (New West)

A tre anni dal precedente The Window la band americana torna con il suo sesto album in studio, le cui produzioni sono state affidate di nuovo a Chris Walla. Il disco risente molto del percorso di psicoterapia intrapreso nell’ultimo periodo dalla cantante Julia Steiner sin dal suo titolo, che rimanda a una tecnica da lei praticata e consistente nel parlare a una persona immaginaria (con una sedia vuota di fronte a sé) come esercizio in vista di una futura conversazione reale.

IST IST DAGGER (Kind Violence)

La band post-punk di Manchester giunge al suo quinto album in studio, che segue Light A Bigger Fire del 2024, e presenta un set di brani già pronti per salire sul palco. Come dichiarato dal chitarrista Mat Peters: Abbiamo iniziato a lavorare all’album non appena siamo tornati dal tour europeo alla fine del 2024. Lo slancio che si porta da un tour in studio è potente e si è ancora in quello stato mentale tipico del live, quindi la musica che si scrive in quei momenti tende ad essere più viscerale. Si segue il flusso un po’ di più, piuttosto che essere metodici. Il risultato è una raccolta di canzoni già pronte per il palco.

Mandy, Indiana URGH (Sacred Bones)

Dopo lo scoppiettante debutto del 2023 con i’ve seen a way la band metà inglese e metà francese torna con il suo atteso seguito per mettere ancora una volta in mostra tutto il suo potenziale. Grazie a un eclettico mix di noise rock ed elettronica tendente al dub il gruppo riesce ad incanalare il suo grido ribelle e anti-sistema in modo efficace e più curato rispetto all’esordio. Aspetto da non sottovalutare: il disco è cantato da Valentine Caulfield quasi interamente in francese, lingua poco avvezza a questo genere musicale.

Puma Blue Croak Dream ([P.I.A.S.])

A meno di un anno di distanza dal precedente extchamber Jacob Allen torna con il quinto album in studio pubblicato sotto il suo monicker. Come si legge sul sito dell’artista stesso: “L’album fonde ballate lo-fi jazz e break jungle, tessiture krautrock e atmosfere trip-hop, confrontandosi con Portishead, Jeff Buckley e D’Angelo. (…) Il risultato è un surreale collage di ballate immerse nel sassofono baritono e groove irrequieti: tenero, febbrile e vivo.”

Puscifer Normal Isn’t (Alchemy/BMG)

Era dal 2020 che Maynard James Keenan non pubblicava nuova musica e un po’ ci stavamo preoccupando, dal momento che fino a quel momento aveva preso regolarmente parte a progetti con tutti i suoi gruppi tra Tool, A Perfect Circle e, appunto, Puscifer. Il duo completato da Carina Round giunge oggi al suo quinto album in studio, fortemente incentrato sui tempi che ci troviamo ad affrontare: “Riflette il periodo storico in cui viviamo. Come narratori e artisti, il nostro compito è osservare, interpretare e raccontare. Assorbiamo l’ambiente circostante e condividiamo ciò che vediamo, e ciò che vediamo attorno a noi non sembra normale. Nemmeno lontanamente.”

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