
Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 13 al 19 ottobre
Cosa abbiamo ascoltato la settimana scorsa? Ecco qui.

Andrea Laszlo De Simone – Una Lunghissima Ombra (42/Sony)
A ben otto anni di distanza dall’ultimo disco di inediti Uomo Donna il cantautore torinese è pronto per tornare con il suo terzo album in studio. Sul significato dell’opera lui stesso si è così espresso: “È un progetto audiovisivo in cui ho provato a portare alla luce i pensieri intrusivi, quelli che sono costantemente presenti dentro di noi anche quando stiamo pensando ad altro e che finiscono per proiettare lunghe ombre sulla nostra esistenza. Per farlo mi sono avvalso di una metafora semplice, quella del processo di formazione delle ombre. Ho scelto di rappresentare un “punto di luce” attraverso delle inquadrature fisse della realtà, un “oggetto” attraverso i testi delle canzoni e “le ombre” attraverso la musica”.

Tame Impala – Deadbeat (Columbia/Sony)
Dopo anni di collaborazioni, singoli, colonne sonore e produzioni Kevin Parker torna a dedicarsi al suo progetto più importante, che raggiunge la quota di cinque album in studio. Questo progetto riparte dal precedente The Slow Rush del 2020 e dai suoi ritmi più marcatamente dance, abbandonando contestualmente il rock psichedelico e le chitarre fuzz che avevano caratterizzato tutti i suoi lavori precedenti, per portarli alle loro estreme conseguenze. Da questa ricetta ne esce un disco divisivo, la cui musica elettronica si muove tra dancefloor e rave.

David Gilmour – The Luck And Strange Concerts (Sony)
È trascorso appena un anno dai 6 concerti che hanno infiammato il Circo Massimo di Roma, e poco di più dall’uscita del quinto album in studio del leggendario chitarrista dei Pink Floyd, Luck And Strange. Ora le registrazioni di quelle serate sono già pronte per essere pubblicate. Con una scaletta in cui si alternano sapientemente brani del nuovo disco, altri tratti dai suoi precedenti dischi come solista e tanti immancabili classici del repertorio della band con cui ha scritto la storia della musica, Gilmour ha realizzato uno spettacolo perfetto e capace di emozionare tutti gli spettatori lì presenti e, ora, gli ascoltatori di tutto il mondo.

The Last Dinner Party – From The Pyre (Universal)
Ad appena un anno e mezzo dallo scoppiettante debutto Prelude To Ecstasy le cinque ragazze di Londra sono pronte per tornare con il suo attesissimo seguito. Un album composto lontane dalle pressioni esterne e con un concept tutto suo: “Questo disco è una raccolta di storie, e il concetto di “album come mito” le lega. La Pira stessa è un luogo allegorico in cui hanno origine questi racconti, un luogo di violenza e distruzione ma anche di rigenerazione, passione e luce. Questo disco è una raccolta di storie legate tra loro dal concetto di album come mito.”

Miles Kane – Sunlight In The Shadows (Easy Eye Sound/Concord)
Per il suo sesto album in studio, che segue One Man Band del 2023, l’artista inglese ha deciso di fare ricorso alle produzioni di Dan Auerbach dei The Black Keys, scelta che ha influito in maniera decisiva sullo stile del progetto. Se a livello di composizioni ci si muove su brani rock and roll dal ritmo sostenuto, come nel precedente lavoro, a livello stilistico viene aggiunto un tocco ancora più vintage grazie a tutti quei trucchetti che hanno fatto la fortuna del duo garage rock americano come l’uso di strumentazione vintage e di effettistica analogica.

Soulwax – All Systems Are Lying (Because)
Se si esclude il progetto del 2020 DEEWEE Session, Vol. 1 uscito sotto lo pseudonimo EMS Synthi 100, un nuovo album del duo di musica elettronica belga mancava addirittura dal 2018, quando uscì Essential. Ora i fratelli David e Stephen Daewele sono pronti per tornare con il loro settimo album in studio, che loro stessi hanno definito: “Un album rock fatto senza chitarre elettriche. (…) Volevamo catturare la sensazione di una band che suona strumenti elettronici— dal vivo, rumorosi e sciolti.”

Tom Skinner – Kaleidoscopic Visions (Brownswood/International Anthem)
Reduce dalla recente partecipazione alle registrazioni dell’ultimo disco di David Byrne, Who Is The Sky?, il batterista di Sons Of Kemet e The Smile torna con il suo secondo album in studio, che segue il debutto avvenuto nel 2022 con Voices Of Bishara. Nonostante le sue recenti escursioni in ambito rock, il batterista inglese rimane fedele al suo retaggio jazz e realizza un disco dai due volti: una prima metà interamente strumentale e una seconda fatta di brani cantati e prestati alle voci di Meshell Ndegeocello, Contour e Yaffra.

Ty Dolla $ign – TYCOON (Atlantic)
Messa da parte (nessuno sa se temporaneamente o per sempre) la travagliata trilogia Vultures, realizzata insieme a Kanye West e ferma al secondo capitolo, il rapper di Los Angeles torna a dedicarsi alla sua carriera solista pubblicando il quarto album in studio, che arriva a cinque anni di distanza dal precedente Featuring Ty Dolla $ign. Come di consueto, nelle sue 15 tracce sono molteplici gli ospiti d’eccezione: Quavo, Juicy J, A$AP Rocky, Tommy Revenge, Kodak Black, YG, Tory Lanez, Young Thug, Lil Baby, 2 Chainz, Tyga, Lil Wayne, Rich The Kid, Destroy Lonely, Travis Scott, Leon Thomas e Chlöe.

Militarie Gun – God Save The Gun (Loma Vista/Concord)
A due anni di distanza dal debutto con Life Under The Gun la band americana torna con il suo atteso seguito. A proposito del tempo intercorso tra i due dischi il leader Ian Shelton si è espresso così: “Sono ben consapevole che essere così vulnerabile trasforma il mio trauma personale in un’esca per il marketing di questo album. Ma mi sta bene, se non addirittura lo provoco. Negli ultimi due anni, parlando di dipendenza dal punto di vista di chi ne è affetto, sono diventato io stesso quello che ci lotta contro. C’è una logica farsesca nell’affrontare una situazione, conoscendone appieno le conseguenze e facendola comunque, ma è lì che ero quando ho iniziato a fare affidamento sull’alcol.“

bar italia – Some Like It Hot (Matador)
Giunto al quinto album in studio, il trio inglese, capitanato dall’italiana Nina Cristante, dimostra di avere raggiunto una certa maturità artistica grazie alla varietà stilistica che caratterizza questo disco, seguito di The Twits del 2023. Il titolo dell’opera riprende quello di un film del 1959 diretto da Billy Wilder con la partecipazione di Marilyn Monroe del quale punta a recuperare lo spirito: divertente, romantico e travagliato, caratteristiche alle quali il gruppo aggiunge un tocco di malinconia che nel loro contesto non guasta mai.

Paz Lenchatin – Triste (hideous human)
Dopo aver trascorso dieci anni come bassista dei Pixies, dal 2013 fino all’anno scorso, e aver collaborato con numerosi altri artisti, la musicista argentina è tornata a dedicarsi alla propria carriera solista con il terzo album in studio, che arriva a quasi vent’anni di distanza dall’ultimo Songs For Luci. Il nuovo percorso, tuttavia, sta trovando degli ostacoli in alcune noie legali dovute alla rimozione dalle piattaforme del singolo apripista Hang Tough, accusato di plagio da parte di Gilberto Gil e Chico Buarque per via della presunta somiglianza con la loro Cálice.

Biohazard – Divided We Fall (BLKIIBLK)
Sono trascorsi ben tredici anni dall’ultimo Reborn In Defiance e in tutti questi anni la band non si è mai sciolta, ma è semplicemente rimasta inattiva. Questa condizione è durata fino al 2023, quando hanno ricominciato ad andare in tour con la formazione originale, e vede ora la sua definitiva fine grazie alla pubblicazione del loro decimo album in studio. Il chitarrista Bobby Hambel ha commentato così il loro ritorno: “Siamo davvero felici di essere tornati in studio con la lineup storica. Questo disco era atteso da molto tempo ed è qualcosa che viene direttamente dal cuore. Non vediamo l’ora che lo ascoltiate e di portare queste nuove canzoni in tour!”

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