
La giovane scena garage punk underground italiana fotografata in una compilation di pezzi inediti, edita da Wild Honey records
Il manifesto programmatico di questa iniziativa è molto semplice, mettere assieme il meglio della folta scena garage punk italiana. Una fotografia molto a fuoco di quello che succede in Italia e che spesso viene esportato e apprezzato.
Dove sono i giovani? È un ritornello già sentito nella scena musicale italiana, specchio di un paese dove il passato ancora governa, e tende a non lasciare spazio e fiducia al nuovo. Ma se l’hype è focalizzato sull’ennesima reunion, sull’ennesimo nuovo disco di qualche “leggenda” dell’underground, o la nuova retrospettiva di un tempo lontano e dorato, all’ombra della ribalta è riuscita a nascere e germogliare una scena di veri e propri outsider. Tutti diversi, non inquadrabili, ma incredibilmente entusiasti e creativi. Rifuggono stereotipi, divise, classificazioni di genere (musicale e non).
Sono punk, garage, rock’n’roll, new-wave, pop, lofi, hc. Tutto e niente allo stesso tempo, perchè attingono a piene mani dal passato, ma rimescolano e frullano il tutto per vivere e fare nel presente. Sono ROK, come scherzosamente e ironicamente si sono ridefiniti, non identificandosi in categorie.

Con l’aiuto di Wilson dei Bee Bee Sea, Wild honey Records ha deciso di fotografare tutto questo, con 14 pezzi inediti registrati per l’occasione. Chi in garage, chi in studio, chi in cameretta. La compilation verrà pubblicata su Bandcamp ed in formato cassetta, in occasione del festival indipendente Metapalooza, che il 28 Settembre verrà esibirsi ben 18 artisti da tutto il mondo su tre palchi, circondati da street art, bancarelle, libri, dischi in quel di Castel Goffredo, Mantova.
Ecco il messaggio di Wilson dei Bee Bee Sea in cui ci spiega il significato della parola “Rok”:
Adoro queste band. Sono grato di averle incontrate e mi fanno sentire parte di qualcosa di più grande del semplice ‘suonare la mia musica per qualcuno là fuori’.
Se vi state chiedendo cosa significhi la parola “ROK”, ammetto che non ne sono del tutto sicuro nemmeno io. So solo che a un certo punto, le parole “rock” e “rock n roll” hanno iniziato a sembrare ridondanti e svuotate del loro valore. Penso che sia stato anni fa quando qualcuno (probabilmente Perthe, il chitarrista degli Yonic South) ha scritto “ROK” in una storia di Ig. Da allora, abbiamo iniziato a usare “ROK” sempre più frequentemente finché non è diventato qualcosa di imprescindibile e che ora appartiene a tutti.
Sono davvero grato a tutte le band che hanno accolto la mia folle richiesta. Ma è esattamente questo che significa ROK: “cool people doing dumb things they love”. E non importa quanto queste tracce siano bizzare o rudimentali, finché le idee alla base sono genuine e originali. Forse ho ispirato alcuni di loro, e alcuni di loro hanno sicuramente ispirato me. E finché questa cosa continuerà a tramandarsi sarà solo che fantastico!
Un grande grazie a Saldacani per l’artwork, (sei il migliore!), e a tutt* quell* del collettivo di Super Stanzy.
E grazie, Wild Honey Records. Un giorno l’underground sarà ti sarà grato per questo, più di quanto non lo sia già.
Lunga vita al ROK! O come dice Dadgad, ‘ROK IT UP!!!”
Wilson Wilson
Qua sotto potete ascoltare in anteprima la compilation:



