Dischi da ascoltare questa settimana (29 gennaio-4 febbraio)

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(Credit : Unsplash / Eury Escudero)

Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 29 gennaio al 4 febbraio 2024

Cosa abbiamo ascoltato la settimana scorsa? Ecco qui.

di Luca Di Criscio

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J Mascis What We Do Now (Sub Pop)

A 6 anni di distanza dall’ultimo Elastic Days il cantante e chitarrista dei Dinosaur Jr. torna con un nuovo album solista. Nelle sue intenzioni originali il disco doveva ruotare tutto attorno alla sola chitarra acustica, ma, una volta avvertito il bisogno di aggiungere la batteria, si è lasciato prendere la mano. L’album si è così trasformato in un lavoro che suona molto più come quello di un gruppo, per sua stessa ammissione, concedendosi anche alcuni assoli.

King Perry Cover Lee Perry Final Album

Lee “Scratch” Perry King Perry (False Idols/K7)

L’ultimo album in studio della leggenda giamaicana del dub, in lavorazione da alcuni anni e pubblicato solo oggi, si configura di fatto come un disco postumo, che fa seguito alla scomparsa dell’artista avvenuta nel 2021. Un testamento, un compendio della sua arte ed un commiato: la conclusiva Goodbye sancisce in modo toccante, tramite le sue stesse parole, la fine della lunghissima carriera di questo influente artista.

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The Last Dinner Party Prelude To Ecstasy (autoprodotto)

Il disco di debutto di queste cinque ragazze inglesi si presenta come un compensato di rock ‘n’ roll, libertà, sensualità e fluidità di genere. Obiettivo è quello di dare prova del proprio grande talento e della capacità di coniugare influenze lontane tra di loro (Queen e Florence And The Machine per citarne due), respingendo al mittente le critiche che la loro rapida ascesa e lo spiccato hype per la pubblicazione di questo album avevano generato. Loro ci sono qui ed ora, pronte a prendersi tutto.

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Vera Sola Peacemaker (Spectraphonic/City Slang)

Si sono dovuti aspettare 6 anni prima che il debutto Shades potesse avere un seguito, ma alla fine dopo aver fatto riposare le canzoni per anni a partire dal 2019 il secondo capitolo è arrivato. Qui l’artista losangelina, al secolo Danielle Aykroyd (figlia del leggendario Blues Brother, Dan), ha fatto ricorso ad un organico ampliato e comprendente anche un’orchestra per trattare temi come l’amore, la solitudine e la violenza.

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James Jonathan Clancy Sprecato (Maple Death)

Il primo disco dell’artista italo-canadese pubblicato a suo nome, il precedente lavoro solista del 2016 Isolation Culture portava lo pseudonimo di His Clancyness, nasce da un periodo di profonda crisi artistica. A risollevarlo sono stati il disegnatore Michelangelo Setola ed il suo libro Gli Sprecati, da cui il disco prende il nome. Partendo da una serie di tavole presentate dall’artista Clancy ha riscoperto il suo talento provando a metterle in musica e realizzando un album molto profondo.

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The Cavemen Ca$h 4 Scrap (Slovenly)

La band garage punk di Auckland torna a 4 anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio, un EP dal singolare titolo Euthanise Me, con un nuovo album, che si preannuncia carico del carattere rozzo (nel senso buono del termine, semplice e diretto) e dello stile di vita all’insegna del rock ‘n’ roll che sono tipici del gruppo neozelandese. I singoli che ne hanno anticipato l’uscita Booze, Ciggies ‘n Drugs e Without You costituiscono un importante assaggio.

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Scott Yoder Scooter Pie (Cruisin)

Un artista in continua evoluzione quello di Seattle, che anche in questo disco cerca sempre di fare le cose in modo diverso rispetto al passato per non ripetere sé stesso ed innovarsi continuamente. In questa sede, per dare ulteriori trame ai suoi brani, ha aggiunto al classico organico da band un violino ed un violoncello. Un disco che guarda al passato dei grandi del glam rock senza tentazioni di imitazione, ma con pura devozione e semplice ispirazione.

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Kula Shaker Natural Magick (Strange F.O.L.K.)

Per questo nuovo disco la band, che si avvia ormai verso i 30 anni di carriera, ritrova lo storico tastierista Jay Darlington, che dopo aver raggiunto il successo con i primi due dischi insieme ai suoi compagni è andato via destinazione fratelli Gallagher e altre star del Britpop. L’album si presenta quindi come un sano ritorno alle origini, in grado di combinare come di consueto psichedelica e Britpop e di entusiasmare ancora i propri fan, come sempre hanno saputo fare fino ad oggi.

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