
Durante un evento con Paul Thomas Anderson gli Smile, protagonisti della nostra copertina di gennaio, hanno raccontato il nuovo album Wall Of Eyes
Wall Of Eyes è il nuovo album degli Smile di Thom Yorke, Jonny Greenwood e Tom Skinner, in uscita il prossimo 26 gennaio. Per presentare il nuovo lavoro la band, a cui abbiamo dedicato la copertina del numero in edicola, ha fatto un’apparizione a sorpresa a un evento a Londra che prevedeva la premiere di un film di Paul Thomas Anderson sulla lavorazione dell’album, oltre che la proiezione del nuovo video Friend Of A Friend e l’ascolto audio surround del disco. Nel corso della serata sono stati proiettati anche il video, sempre diretto da Anderson, di Wall Of Eyes, il suo cortometraggio ANIMA, realizzato per Yorke, e una selezione di video dei Radiohead.

Alla fine dell’evento Yorke, Greenwood e Skinner sono saliti sul palco per rispondere ad alcune domande della dj Edith Bowman. Fra le altre cose, la band ha parlato di alcune difficoltà nel registrare agli studi di Abbey Road: “La cosa strana di Abbey Road è che è il il miglior studio di Londra, ma c’è questo elemento turistico per cui la gente entra solo per dire che è stata a Abbey Road. Per persone come noi che lavorano lì di tanto in tanto dagli anni ’90, è un po’ deprimente, perché è un posto fantastico”.
Parlando dell’album, Yorke ha detto di sentirsi come “uno scultore molto scarso che non sa bene cosa sta facendo. Arrivo con un po’ di roba registrata al telefono; schizzi che non sono editati, piuttosto informi. Gli diamo una forma e poi appare questa cosa.
Il primo disco è stato registrato durante la pandemia, e gran parte di quell’energia e il secondo disco sono, in un certo senso, ancora derivanti da quel periodo di gioia di essere effettivamente nella stessa stanza con qualcuno e avere una conversazione creativa. Woohoo! Decidere di dipingere come se stessimo dipingendo scambiandoci le tele e cancellando il lavoro l’uno dell’altro era solo perché ci stavamo facendo una risata. È stato divertente, è stata una celebrazione. ‘Non posso credere che facciamo questo per vivere’, ecc. Penso che sia stata la cosa più divertente che ho fatto da molto tempo.



