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Alex Fernet ci porta nel suo club nel nuovo video Phantom of the Club, in anteprima

Phantom of the Club è il primo singolo e video estratto dal disco disco d’esordio di Alex Fernet
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©Riccardo Michelazzo 1 2
(Credit: Riccardo Melazzo)

Phantom of the Club è il primo singolo e video estratto dal disco disco d’esordio di Alex Fernet

Alex Fernet sta arrivando con il suo album d’esordio. Ma c’è tempo, e per ora ci gustiamo
Phantom of the Club è la prima traccia estratta dal disco d’esordio di 
in uscita il prossimo anno per Costello’s Records e Peoples Potential Unlimited.

Solitamente le storie di fantasmi sono anticipate da “la leggenda vuole”, ma questo episodio è realmente accaduto, tra danze dionisiache, coscienze appannate e maliziosi giochi di prestigio.
Phantom of the Club racconta la storia di un giovane ballerino innamorato la cui anima è stata rinchiusa per sempre dentro le rovine di un club. È la colonna sonora di un ballo intrappolato in un ricordo d’amore, eterno, solitario, invisibile. Ma non solo: la bozza del brano è stata scritta mentre le discoteche erano chiuse, e quindi è da interpretare anche come una sorta di tributo a tutti i fantasmi che continuavano ad animare la festa mentre la socialità era isolata.

Un ragazzo e una ragazza si trovano in un locale, ballano assieme, si piacciono e scocca il famigerato colpo di fulmine… o forse no! Phantom Of The Club è una classica storia di ghosting ai giorni nostri, un incontro che sembra preludere l’amore ma si trasforma invece in indifferenza.

Il concept del video è nato dalla volontà di ricalcare in modo quasi “didascalico” il testo della canzone, aggiungendo però un elemento inedito. La storia ritratta prende infatti ispirazione dall’immaginario del Fantasma dell’Opera. Un progetto curato in prima persona da Alex Fernet, autore del pezzo e protagonista della storia, che ha deciso di utilizzare una tecnologia insolita per le riprese e un approccio in puro stile DIY. 

Alex racconta così la sua idea:

“Volevo seguire in prima persona la regia del video utilizzando i mezzi a disposizione mia e dei miei amici, senza coinvolgere veri e propri videomaker. Quando la mia amica Alice Soppelsa mi ha proposto di utilizzare il laser scanner 3D (tecnologia usata per acquisire rilievi di edifici) ho pensato che fosse l’ideale per dare vita a questa storia comune, ma allo stesso tempo un po’ spettrale. Per aggiungere un effetto ancora più “amatoriale” ho deciso di integrare ai rilievi realizzati il 3D anche delle parti in VHS che sono state girate un po’ da tutti i partecipanti, come se fossero riprese fatte durante una classica serata in disco. È stato un vero e proprio lavoro di squadra, grazie a un team composto solamente da amici, coinquilini, compagni di band, morose e morosi. La mia parte preferita è la scena finale in cui tutti ballano, una scena che non è stata recitata, abbiamo semplicemente fatto andare il brano a tutto volume e lo abbiamo ballato davvero, come faremmo tra di noi ad una delle nostre feste, divertendoci e scatenandoci. È stata l’ultima ripresa della giornata, per chiudere in bellezza tutti assieme e liberare i nostri corpi dopo ore di scomode pose da mimo. Per realizzare la parte in 3D, infatti, è servita una grande dose di pazienza, perché ogni posa ha richiesto di restare parecchi minuti immobili in una precisa posizione” 

La tecnica del laser scanner (se non sai cos’è clicca qui) ha reso possibile una narrazione che viaggia contemporaneamente su più piani temporali. Un effetto “fuori dal tempo” che vuole suggerire una realtà vissuta nella mente di un fantasma morto e rimasto rinchiuso in un club dopo essere stato ghostato. 

“Abbiamo cercato di sfruttare le potenzialità artistiche del mezzo a nostra disposizione: potevamo far sfumare una persona, deformarla, duplicare i suoi arti… così come “scontornare” le figure e rimuoverle. Quest’ultima soluzione è stata la lampadina che mi ha suggerito il colpo di scena, ovvero quell’effetto per cui alla fine, dentro il club, rimane solamente il fantasma, suggerendo nello spettatore la sensazione che tutto ciò che ha visto prima è solamente frutto di un ricordo del protagonista”. 

Se da un lato, l’intenzione era quella di rappresentare attraverso il tanto concreto 3D un futuro ed un presente gelido, finto ed inquietante, privo di gente e di sentimento, con l’alternanza di immagini in VHS l’obiettivo era di evocare un passato e una sensazione di ricordo misto a sogno che però è rappresentato in modo vivido, reale. Il fantasma è intrappolato nello spazio-tempo di un ricordo, in un sogno d’amore che rivive ogni notte nella sua testa ma non nella sua quotidianità. Un loop infinito dal quale non riesce – e forse non vuole – uscire.

La realizzazione del video è stata possibile grazie alla generosa disponibilità e alla gentile concessione del Vinile da parte del suo proprietario Paolo. Il Vinile è un locale storico bassanese aperto dal 1974, location perfetta in cui ambientare la storia di Phantom Of The Club. Attraverso questo video sarà possibile “visitare” il club in tutta la sua planimetria.

Guarda qua sotto il video in anteprima:

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