
Il nostro riassunto della settimana, sopra e sotto i palchi
dal 21 al 27 marzo 2022
IL DILDO DI MAYNARD JAMES KEENAN

Durante un concerto dei Tool, Maynard James Keenan ha fatto uno scherzo al batterista Danny Carey sostituendo la mazza del gong con un dildo. Keenan ha anche condiviso il video della singolare performance, con l’eloquente caption “A literal dick joke”.
IL TOUR BUS DEI KORN COLPITO DA UN PROIETTILE

Uno dei tour bus dei Korn, impegnati in un tour negli Stati Uniti insieme agli artisti di supporto Chevelle e Code Orange, è stato colpito da alcuni spari a Davenport, in Iowa, dove era parcheggiato fuori da un hotel. Per fortuna nessuno è rimasto ferito poiché l’autobus era vuoto, ma un proiettile ha penetrato la parete esterna dell’autobus ed è stato trovato all’interno della cabina.
LA GUIDA DI FIONA APPLE PER I TRIBUNALI VIRTUALI

Fiona Apple ha pubblicato un video in cui esorta i fan a chiamare i legislatori del Maryland per continuare a consentire l’accesso virtuale nei tribunali, con istruzioni passo-passo su come farlo. Per ovvie ragioni, le udienze e i procedimenti giudiziari a distanza hanno avuto un picco di frequenza negli ultimi due anni, e se i provvedimenti verranno approvati, si potrà continuare ad avere accesso virtuale ai tribunali. “Io ho già fatto due telefonate”, dice, “e ho la fobia del telefono, quindi se posso farlo io, potete farlo anche voi”.
KID ROCK E I CONSIGLI A TRUMP

Quando pensiamo che i politici italiani siano il peggio del peggio, possiamo consolarci pensando a quello che ha raccontato in un’intervista Kid Rock, ovvero che Trump ha chiesto il suo parere sull’ISIS e la Corea del Nord: “Ero lì con lui un giorno quando finì il califfato. Voleva pubblicare un tweet, e dice, cosa ne pensi? Stiamo guardando le mappe e io penso tipo, ‘Dovrei essere coinvolto in questa merda? Io faccio dischi'”, e ancora: “Trump mi ha chiesto chiesto: ‘Cosa pensi che dovremmo fare per la Corea del Nord?’ E io tipo… ‘Cosa? Non credo di essere qualificato per rispondere a questo'”.
I can’t tell if he’s serious about Trump soliciting his advice on North Korea pic.twitter.com/kCCxq8JcBz
— Acyn (@Acyn) March 22, 2022
NICK CAVE O NICOLAS CAGE?

Rispondendo a due domande su Red Hand Files – “Hai mai incontrato Nicolas Cage?” e “Aggiungi mai una cosa falsa a una storia per renderla più interessante?” – Nick Cave ha raccontato di essere spesso scambiato per l’attore: “Ad esempio”, scrive, “sono alla dogana e l’ufficiale guarda il mio passaporto e dice: ‘Felice di averla con noi, signor Cave. L’ho amata in Face/Off‘, o cose del genere. A volte può essere un po’ una rottura, ma ci si abitua. Come per esempio, molti anni fa ho portato Arthur ed Earl, che all’epoca avevano circa sette anni, al Santuario di Healesville in Victoria per vedere i canguri, i koala, i vombati e cose del genere. Arthur ha deciso che voleva un didgeridoo per Natale, quindi ci siamo fermati al negozio di articoli da regalo mentre uscivamo e ha scelto il didgeridoo più grande del negozio. Mentre stavamo aspettando in coda ho notato che le ragazze dietro il bancone si sono improvvisamente animate e ho sentito una dire: ‘Nic Cage è qui’, e hanno iniziato a mettersi il rossetto e ad accarezzarsi i capelli, e io penso: ‘Oh ragazzi, ci risiamo’. Vado allo sportello e compro il didgeridoo e mentre pago dico: ‘A proposito, è Nick Cave. Nick Cave’. Le ragazze mi guardano in modo un po’ strano e andiamo al parcheggio, mettiamo il didgeridoo nel retro dell’auto e torniamo a Melbourne. Sulla via del ritorno ci fermiamo in un pub a Lilydale. Ordiniamo un pasto al banco e Arthur sta cercando di suonare l’enorme didgeridoo, ma si stanca e lo scarica su di me perché è troppo grande e molto più difficile da suonare di quanto sembri. I ragazzini vanno nell’area giochi sul retro del pub e mi lasciano al bancone con il didgeridoo. Improvvisamente, un addetto alla sicurezza in abito scuro con auricolare e occhiali da sole esce dal nulla e mi chiede se sono Nick Cave. Dico: ‘Beh, sì’. Dice: ‘Potresti seguirmi, per favore’. Quindi seguo l’addetto alla sicurezza in una piccola stanza privata, adiacente al bar principale. Seduto lì c’è Nicolas Cage. Indossa un cappello pork-pie e tiene in mano un didgeridoo. Nicolas Cage grida: ‘Solo una lettera ci separa!’ e salta su dal suo posto e mi agita avidamente la mano. Sono piuttosto confuso da tutto questo, ma dico: ‘È un onore conoscerla, signor Cage. Sei appena stato al Santuario di Healesville?’ e lui grida ‘Sì!’ e io dico: ‘Beh, anch’io’. Quindi ci scambiamo alcuni convenevoli, alla fine ci separiamo e torno al bar principale per pranzare. I bambini sono tornati dall’area giochi e Arthur dice ‘Dove sei andato, papà?’ E io dico: ‘Ho appena incontrato un uomo molto famoso, che praticamente ha il mio stesso nome’. Al momento giusto, Nicolas Cage viene fuori dalla stanza attigua. La sua guardia del corpo gli apre la porta principale e, mentre se ne va, mi guarda, fa quel sorriso e agita il suo didgeridoo. Saluto col mio. Dico ai bambini: ‘è lui. Quello è Nicolas Cage. Ecco un grand’uomo’. E Arthur dice: ‘Sì, ma il tuo didgeridoo è più grande del suo’. E gli stropiccio i capelli e dico: ‘L’hai detto, ragazzino’. E questa è la mia storia di Nic Cage”.
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E se non vi bastano queste news in pillole, qua trovate quelle musicali e qua quelle scovate dalla rete.



