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Il nostro riassunto della settimana, sopra e sotto i palchi
dal 14 al 20 giugno 2021

1. I SOUNDGARDEN E VICKY CORNELL RAGGIUNGONO UN ACCORDO

I Soundgarden e la vedova di Chris Cornell hanno raggiunto un accordo temporaneo sulla gestione dei canali social della band, che è stata affidata ai restanti membri, i quali lo scorso marzo avevano accusato Vicky Cornell di aver loro negato l’accesso agli account. In una nuova dichiarazione, Cornell ha scritto: “Attraverso i nostri sforzi congiunti sui social media e il nostro accordo temporaneo, la mia famiglia, insieme ai membri sopravvissuti dei Soundgarden, sperano di celebrare Chris e la sua musica con rispetto e amore reciproci”.

2. COURTNEY LOVE VS DAVE GROHL E TRENT REZNOR

Courtney Love ci è andata giù pesante con una story su Instagram – cancellata quasi subito – in cui accusava, per ragioni diverse, Dave Grohl e Trent Reznor: “Ecco un po’ di resoconti di alcune megaaggressioni con cui ho dovuto avere a che fare, per le quali ho dovuto farmi piccola, fermare le giuste cause legali (‘non siamo zerbini’, mi dice sempre il mio sponsor) a causa del privilegio maschile in tutta la sua vile tossicità. Quando a Sharon Stone è stato chiesto se avesse qualche #metoo, lei si è messa a ridere. Ne abbiamo solo 1, giusto? Ne ho abbastanza di questo mucchio di merda di questi pagliacci che si appoggiano al mio essere capro espiatorio perché respiro, per la morte di mio marito, per la mia sessualità “aperta”, perché sono una tossicodipendente, ecc., e una DONNA, da oltre 27 anni. 3 mesi prima di andarmene da LA, ho firmato un documento che dava a Dave (Grohl) e Krist (Novoselic) i soldi dei miei discendenti per sempre. Ero distrutta. Così sfregiata, così esausta che ho firmato e basta. ma è una bugia. Quindi lo annullo. Perché non ha senso. Il caos e la furia sulla morte di Kurt diretti contro di me, deviati da Dave mentre lui si arricchiava e continua ad arricchirsi, banchettando sulla fortuna di Kurt e sulla sua benevolenza. 27 anni! Ne ho abbastanza. Ho finito di farmi piccola. E di essere ‘forzata’ a ‘lasciar perdere’ quando questo ha effetto su ogni generazione dei miei discendenti. Il ragazzo più carino del rock? No”. Ancora più pesanti le accuse a Reznor, di cui scrive: “Quanto a Reznor, finalmente? Ha talento ma è comunque un viscido. Non ho mai visto un abuso così sistematico sui minori, ragazze anche di 12 anni, da parte sua e della sua crew, tutt noi (delle Hole) ne siamo state testimoni. Così mentre questi due stronzi non sono il mio #metoo perché sto conservando il mio (perché ne abbiamo solo uno) ci sono dannatamente vicino. #fuckoff @treznor @nineinchnails @foofighters Spero davvero che il mio esempio di resistere a loro, mettere fine a loro, impedirà a qualsiasi altra donna (o uomo) questo livello di abuso personale e culturale sconvolgente in futuro. Sessualmente, spiritualmente, finanziariamente.. #metoo #me3 #me88 etc etc fino alla nausea. #benedetta? Sì, per respirare abbastanza a lungo da raccontare la storia. Sto stipando il più possibile in ogni canzone. Nam myoho renge kyo. ‘Non siamo zerbini’.” Il giorno dopo, però, ha ritirato tutto e chiesto scusa: “Sento il bisogno di scusarmi per il mio post recente”, ha scritto in un’altra storia: “Era senza senso ed era sbagliato. Non importa quali siano i miei sentimenti, dietro le mie parole ci sono persone vere e devo essere più responsabile di ciò che dico. Sono mortificata per coloro che ho ferito. Farò di meglio”. Finora né Grohl né Reznor hanno risposto.

3. THE JESUS AND MARY CHAIN VS WARNER MUSIC

I Jesus And Mary Chain hanno fatto causa alla Warner per violazione del copyright, e chiesto un risarcimento di 2 milioni e mezzo di dollari. La causa si riferisce ai diritti sugli album Psychocandy, Darklands, Barbed Wire Kisses, Automatic e Honey’s Dead, oltre a vari singoli ed EP, per i quali i fratelli Reids avevano inviato un avviso di risoluzione nel 2019, che avrebbe dovuto avere effetto da gennaio 2021. In una lettera inviata a dicembre 2020 però, gli avvocati dell’etichetta scrivono: “la WMG è proprietaria dei diritti in tutto il mondo di ciascuna delle registrazioni che comprendono le opere notificate, e l’avviso non ha effetto sui diritti statunitensi”. “La nostra legge sul copyright”, hanno risposto i legali della band, “offre agli artisti una preziosa, irripetibile opportunità di terminare vecchi accordi e riottenere le loro opere creative dopo 35 anni. Questa ‘seconda possibilità’ è sempre stata una parte della nostra legge sul copyright. In questo caso contro WMG, l’etichetta ha rifiutato di riconoscere la validità di ogni avviso di cessazione notificato dai Jesus And Mary Chain e ha completamente ignorato i diritti di proprietà della band. Nonostante la legge restituisca i diritti degli Stati Uniti alla band, WMG continua a sfruttare quelle registrazioni e quindi a violare intenzionalmente i diritti d’autore dei nostri clienti. Questo comportamento deve cessare. Le questioni legali in questa causa sono di fondamentale importanza per l’industria musicale”.

4. JAY-Z FA CAUSA A JONATHAN MANNION

Jay-Z ha citato in giudizio il fotografo Jonathan Mannion per l’uso della sua immagine nelle fotografie vendute e utilizzate dal celebre fotografo hip-hop: il rapper accusa Mannion, autore fra l’altro della copertina del suo album di debutto Reasonable Doubt, di sfruttare il suo nome e la sua immagine senza consenso, e chiede un risarcimento per “danni compensativi, danni consequenziali, mancati profitti e/o ritiro dei profitti di Mannion”. “Mr. Mannion ha creato immagini iconiche di Mr. Carter nel corso degli anni ed è orgoglioso che queste immagini abbiano contribuito a definire l’artista che Jay-Z è oggi”, hanno risposto i legali del fotografo, “Mr. Mannion ha il massimo rispetto per Mr. Carter e le sue opere, e si aspetta che Mr. Carter rispetti allo stesso modo i diritti degli artisti e dei creatori che lo hanno aiutato a raggiungere le vette a cui è asceso. Siamo fiduciosi che il Primo Emendamento tuteli il diritto del Sig. Mannion di vendere stampe d’arte delle sue opere protette da copyright ed esamineremo il reclamo e risponderemo a tempo debito”.

5. SUPREME PER I MASSIVE ATTACK

Supreme ha realizzato una capsule collection dedicata ai Massive Attack, in particolare all’artwork dell’album del 1998 Mezzanine. La collezione, realizzata senza la collaborazione della band ma con la sua autorizzazione, comprende magliette da calcio, camicie e shorts.

E se non vi bastano queste news in pillole, qua trovate quelle musicali e qua quelle scovate dalla rete.


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