Il nostro riassunto della settimana, sopra e sotto i palchi
dal 29 ottobre al 4 novembre 2018

1. LE ACCUSE A MJ DEGLI HOOKWORMS

Il frontman degli Hookworms MJ ha risposto alle gravi accuse che gli erano state mosse dalla ex Alanna McArdle, che ha detto di essere stata contattata da una donna, di cui non ha rivelato il nome, anche lei ex di MJ, che le avrebbe chiesto di rendere pubblici gli abusi fisici, sessuali ed emotivi di cui il musicista avrebbe reso vittime le sue partner. “Per essere chiari”, scrive, “nego e negherò sempre le accuse. Ho capito che io ed L eravamo entrambi infelici nella nostra breve relazione, ma non siamo stati in contatto per molto tempo. Mi ha contattato recentemente e durante il nostro scambio mi ha chiesto di descrivere alcune delle mie azioni nei suoi confronti come violente per aiutarla, diceva, con la sua guarigione dagli abusi sessuali che le erano successi prima che ci conoscessimo”. Mentre MJ si difende, però, la band ha annunciato la cancellazione dei prossimi concerti e il probabile scioglimento.

2. HALLOWEEN A SCUOLA COI RED HOT CHILI PEPPERS

“Chi roccheggia alle 9,30 di mattina a scuola dei miei figli? Noi!”. “Noi” sarebbero i Red Hot Chili Peppers, che la mattina di Halloween hanno improvvisato un miniconcerto – in maschera – alla Viewpoint School di Calabasas, in California, frequentata dai figli del batterista Chad Smith.

3. KANYE WEST SMETTE DI PARLARE DI POLITICA

“I miei occhi ora sono completamente aperti e mi sono reso conto di essere stato usato per diffondere messaggi in cui non credo. Prenderò le distanze dalla politica e mi concentrerò completamente sull’essere creativo!!!”. Speriamo che la decisione di Kanye West di smetterla di esprimere idee (che ci creda o no) quantomeno discutibili sia sincera e duratura, e che abbia accantonato l’intenzione di candidarsi alle prossime elezioni.

5. LA MOGLIE DI CHRIS CORNELL FA CAUSA AL MEDICO

Vicky Cornell, la vedova di Chris da sempre restia a parlare di suicidio nel caso della morte del marito, ha denunciato il medico che lo aveva in cura, Robert Koblin, per avergli prescritto “in modo negligente e ripetuto sostanze pericolosamente alteranti”, in particolare il Lorazepam, senza informarlo dei rischi, fra cui appunto quello di suicidio. Il dottor Koblin ha risposto tramite il suo avvocato: “Il Dr. Koblin è un medico competente e coscienzioso che intratteneva un ottimo rapporto medico/paziente con il signor Cornell e tutti gli altri membri della sua famiglia. Tutti gli esperti che ho consultato confermano come il trattamento somministrato dal Dr. Koblin al paziente fosse pienamente entro gli standard di cura di questa comunità e non hanno in alcun modo spinto il paziente a suicidarsi”.

E se non vi bastano queste news in pillole, qua trovate quelle musicali e qua quelle scovate dalla rete.