di Mario Ruggeri
Il 25 giugno, per gente come noi, è il D Day. Sbarchiamo al Solo Macello (domani al Circolo Magnolia di Milnao), con il porta pinte legato al collo, e ci godiamo IL festival metal. Solo Macello, il resto conta veramente poco. Per gente come noi, che senza il fischio nelle orecchie non riesce a dormire, il Solo Macello festival non è solo un concerto, ma l’happening, la riunione collettiva, quasi una questione familiare. Sì, perché il Solo Macello è nato piano piano, si è fatto strada a gomitate ed edizione dopo edizione, si è affermato come il Festival di riferimento che nel nostro paese non c’è mai stato. Idea di due ragazzacci irresistibili, i Solo Macello, e di un terzo big boy che dalla terza edizione si è unito al gruppo, mettendoci tutta l’esperienza di vent’anni di concerti organizzati in un paese dormiente: Corrado “Riot” Gioia.
Quest’anno il Solo Macello Festival ha messo in piedi una line up i cui suoni dirotteranno più di un volo in partenza da Linate, riuscendo nell’intento di portare nello stesso luogo, nello stesso giorno, sotto gli stessi marshall, gli Unida, gli Zu, Wino e gli Spirit Caravan e un lotto di altri capolavori.
Per questo abbiamo deciso di lanciare due domande secche agli organizzatori e lasciare che la loro ironia e la loro forza parlasse da sola:
a) presentateci la line up del solo Macello Festival 2014
b) dalla prima edizione ad oggi: riflessione.
Ecco cosa hanno risposto i Solo Macello e Corrado “Gioia” Riot.
Presentateci la line up del solo Macello Festival 2014
Solo Macello: “Perchè tutto questo?
UNIDA: la voce di John Garcia è uno dei Pilastri della Terra. Non suonano in Italia dal 1964, Coping With The Urban Coyote è un disco leggendario, e poi per la voce di John Garcia anche se forse l’abbiam già detto (anche gli altri tre non son male).
ZU: Erano headliner della prima edizione del Festival, sono più famosi nel mondo di Laura Pausini PIU’ Eros Ramazzotti, hanno il batterista di The Locust come nuovo ingresso, l’EP nuovo scartavetra la vernice dai furgoni e c’è pure Barney dei Napalm Death che canta su una cover dei Residents. In più è la prima data grossa che suonano e quindi siamo particolarmente barzottini. Continuo?
DESTRAGE: In teoria basterebbe dire che sono su Metal Blade e dovremmo tutti inchinarci e incrinarci. La verità è che avevamo voglia di sporgerci un poco fuori dal nostro (comodissimo, e si può fumare dentro) orticello tutto fatto di verdure COMPLETAMENTE LEGALI verso qualcosa di meno aspettato, più sorprendente. Per chi volesse sorprendersi, infatti, i Destrage sono una roba bestiale.
SPIRIT CARAVAN: Wino è un musicista che potrebbe serenamente abbandonarsi alla propria fase “Nonno Simpson” e invece continua a suonare musica incredibile. Gli Spirit Caravan a Milano non ci hanno mai messo piede e prima che tirino le cuoia era il caso che qualcuno rimediasse.
ORNAMENTS: Molto semplicemente Pneumologic è uno dei più bei dischi che abbiam sentito negli ultimi due anni e il loro concerto uno dei più intenzi. Non richiamarli era da stupidi, e malgrado le apparenza noi non lo siamo. Stupidi.
LILI REFRAIN: Guarda qui, non abbiamo altro da dire.
STORM{O}: L’hardcore come lo si faceva una volta in Italia, ma senza nostalgia. 45% cuore, 45% lacrime, 10% muscoli.
OJM: “This one goes up to Eleven”
MEXICAN CHILI FUNERAL PARTY: Vi ricordate quando andavate allo stadio e c’era sempre lo striscione BRIANZA ALCOLICA? Ecco, togli lo stadio e metti il Magnolia, toglie le squadre e mettici i Mexican Chili Funeral Party.
TUTTI I COLORI DEL BUIO: All’inizio ci ha fregato la copertina con Edwige Fenech, poi li abbiam sentiti e sembravano i Black Flag che suonavano i Black Sabbath. E ci siamo ricordati che Edwige Fenech ora ha 65 anni.”
Corrado “Gioia” Riot: “Io non penso che abbia nemmeno bisogno di presentazioni: Wino con gli Spirit Caravan, John Garcia con gli Unida e gli Zu che si riformano con Gabe Serbian alla batteria, si commentano da soli.
Tutti gli altri sono il meglio che in questo momento esprime la penisola musicalmente: chi da un po’ più di anni come Ojm e Ornaments e chi più giovane ma con una pompa bestiale come i Mexican, Stormo, Tutti i colori del buio e Destrage e poi c’è Lily refrain che è superba”.
Dalla prima edizione a oggi, le vostre riflessioni?
SM: “La retorica del ruock ci impone di dire le seguenti cose:
1) Stiamo crescendo nei numeri, ma anche nelle lettere: prima portavamo una L, ora la XL è un po’ disegnata addosso.
2) Stiamo affinando le nostre capacità cercando di incontrare il favore del pubblico e contemporaneamente il nostro: sostanzialmente se una cosa non ci piace al festival quasi sicuramente non suonerà. C’è anche chi ci piace ma non suona, ma quello è un altro di$cor$o.
3) Ci siamo aperti a un giro internazionale di gruppi che ci contattano direttamente per poter suonare tramite il loro agente. Succede, e ogni volta non ci crediamo. Tipo, quest’anno abbiamo rimbalzato i Metallica che volevano suonare tutto Lulu con l’ologramma di Lou Reed (vedi punto 2).
Di nostro ci sentiamo invece di aggiungere:
4) Venite
5) Ogni volta che abbiamo modo di parlare in pubblico non perdiamo l’occasione di lanciare un appello all’ufficio marketing del Braulio: ADOTTATECI”.
CR: “Io sono subentrato dalla terza edizione con l’apertura ai gruppi stranieri, le prime due le ho ammirate da fruitore ed entusiasta e devo essere sincero la riflessione è solo una: al Solomacello ci si viene rilassati, c’è un’atmosfera difficile da descrivere, una sorta di calma divertita che pervade tutti, dai lavoratori ai musicisti al pubblico che è sempre spettacolare.
Qui nessuno viene a dire che lui è più bravo, spacca di più di questo o di quello e chi ci ha provato è andato via con le corna rotte ma per ovvi limiti propri, non c’è stata necessità di dirgli niente, c’è una dignità che accomuna tutti in un momento unico, se vieni al Solomacello i problemi li lasci al cancello dell’ingresso, hai una serata intera per vivere in un’altra dimensione.
Un’altra valutazione da fare è il Magnolia, un team unico senza cui nulla sarebbe possibile, il locale ideale per creare eventi unici, senza di loro e senza l’Idroscalo non sarebbe la stessa cosa, tutto il contrario dei parcheggi immensi adibiti ad arene.
Ed infine quei due cazzoni del blog Solomacello, non ne voglio dire niente però perchè mi è venuta sete”.




