
Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 10 al 16 marzo
Cosa abbiamo ascoltato la settimana scorsa? Ecco qui.

Playboi Carti – MUSIC (AWGE/Interscope)
In lavorazione da anni e annunciato come prossimo alla pubblicazione da mesi, alla fine il terzo album del celebre rapper americano ha finalmente visto la luce. Un disco attesissimo quello che fa da seguito a Whole Lotta Red del 2020, del quale ben cinque tracce erano state già presentate in anteprima dal vivo durante l’ultimo Rolling Loud di dicembre a Miami. Al suo interno si possono trovare alcuni dei più affermati produttori a livello mondiale (Mike Dean, Metro Boomin’, Kanye West) e numerosi ospiti illustri: Travis Scott, Kendrick Lamar, The Weeknd, Skepta, Future, Lil Uzi Vert, Ty Dolla $ign e Young Thug.

Steven Wilson – The Overview (Fiction/Virgin)
Uno dei più grandi artisti del rock progressivo degli ultimi trent’anni, in grado di portare alta la bandiera di un genere più volte dichiarato morto, torna con l’ottavo album in studio, che arriva a due anni di distanza dal precedente The Harmony Codex. Nel pieno rispetto dei dettami del prog il disco si compone solamente di due lunghissime suite (Objects Outlive Us e The Overview) ispirate al cosiddetto “effetto panoramico” provato dagli astronauti nel momento in cui si trovano davanti la terra, vista dallo spazio. Si tratta di una sensazione che può emozionare per il senso di bellezza provato di fronte al creato, ma anche suscitare infinita piccolezza in confronto al cosmo.

Coheed And Cambria – Vaxis Act III: The Father Of Make Believe (Virgin)
La saga Vaxis, iniziata nel 2018 con The Unheavenly Creatures e proseguita nel 2018 con A Window Of The Waking Mind, giunge al suo terzo atto, che rappresenta l’undicesimo album in studio della band prog di New York. Il disco continua la storia fantascientifica delle cosiddette Amory Wars, inventata e portata avanti dalla band con dischi, fumetti e racconti, e costituisce solo la terza parte su cinque del nuovo arco narrativo. Quest’ultimo è il primo ad aver luogo al di fuori della tetralogia originale e riguarda le vicende dei due personaggi Creature e Sister Spider.

K CAMP – Built Different (RARE Sound)
Ad appena un anno di distanza dal precedente Float 2 London il rapper di Milwaukee è già pronto per tornare con il suo nono album in studio. Il titolo riassume perfettamente il senso del disco e il momento artistico e personale dell’artista, che, dopo un periodo di profonda riflessione e conseguente rinascita, è pronto per mostrare una versione molto più introspettiva di sé nel corso di queste quindici tracce: una versione costruita in modo differente.

clipping. – Dead Channel Sky (Sub Pop)
Il trio hip hop sperimentale composto da Daveed Diggs, William Hutson e Jonathan Snipes giunge al suo quinto album in studio, che segue Visions Of Bodies Being Burned del 2020, con l’intento di abbracciare un nuovo immaginario, quello cyberpunk. Come dichiarato dalla band stessa: “ogni traccia è una lettera d’amore a un presente alternativo, dove l’hip hop e il cyberpunk convivono e si alimentano a vicenda”. Inoltre, tra le varie tracce si potranno trovare una serie di ospiti tra cui Nels Cline, i Cartel Madras e Aesop Rock.

Courting – Lust For Life, Or: ‘How To Thread The Needle And Come Out The Other Side To Tell The Story’ (Lower Third/[PIAS])
La band di Liverpool procede a ritmi elevati e, pur avendo iniziato l’attività discografica nel 2022, è già al suo terzo album in studio, che segue New Last Name dell’anno scorso. Nel bel mezzo di un processo di crescita e di sperimentazione totale, il gruppo ne approfitta per fondere tra di loro nei vari brani indie rock, Brit pop e musica elettronica senza identificarsi in nessuno di questi generi. Curioso è anche il fatto che la tracklist sia composta da canzoni “gemelle”, ovvero da coppie di brani che presentano elementi musicali o tematici condivisi in comune.

Whatever The Weather – Whatever The Weather II (Ghostly International)
Il secondo album della produttrice britannica sotto questo nome d’arte presenta grande continuità con il primo ed omonimo disco del 2022. I titoli dei brani, infatti, ancora una volta sono costituiti letteralmente da varie temperature (in linea anche con il moniker dell’artista) e due di questi presentano i sottotitoli Intermittent Sunshine e Intermittent Rain. A livello musicale si insiste su quella fusione tra ambiente e IDM già cara al primo lavoro, mentre sul piano grafico si è passati da una montagna innevata ad un’ambientazione deserta, che apre a nuovi scenari.

Throwing Muses – Moonlight Concessions (Fire)
Messa temporaneamente da parte la sua attività come solista, Kristin Hersh è tornata a dedicarsi alla sua storica band e al loro undicesimo album in studio insieme, che arriva a cinque anni di distanza dal precedente Sun Racket. Sulla sua realizzazione la leader si è espressa così: “A New Orleans le stelle appaiono verdastre, illuminate dai riflessi delle paludi, mentre su Moonlight Beach brillano di un bianco glaciale. Questi due luoghi hanno guidato la scrittura dei brani, influenzando profondamente arrangiamenti e produzione”

Nels Cline – Consentrik Quartet (Blue Note/Memorize And Destroy/UMG)
Dopo aver realizzato due anni fa Cousin con i suoi Wilco, il chitarrista (membro della band a partire dal 2004) è tornato a dedicarsi alla sua carriera solista con un nuovo album e un nuovo progetto, che permette alla sua discografia di raggiungere la cifra monstre di quarantaquattro dischi. Protagonista di questo nuovo lavoro è il Consentrik Quartet, composto da Cline, Ingrid Laubrock al sassofono, Chris Lightcap al basso e Tom Rainey alla batteria. Come il nome della formazione può lasciar intuire, l’album è dominato da brani jazz, genere molto caro al chitarrista.

Twin Shadow – Georgie (Dom Reis/Cheree Cheree)
William Lewis Jr. giunge al suo sesto album in studio, che segue l’omonimo Twin Shadow del 2021, e lo dedica interamente al padre, venuto a mancare di recente, che presta il suo nome al disco e la sua firma alla copertina dello stesso. Un lavoro che l’artista ha definito stripped-down, spoglio e minimale, e sul quale afferma: “Ho abbandonato le etichette tradizionali, gli agenti, il management e la batteria. A questo punto della mia carriera, nulla importa più dei miei pensieri più profondi, più cupi o più positivi”.

Circuit Des Yeux – Halo On The Inside (Matador)
A quattro anni di distanza dal precedente -io l’artista americana, il cui vero nome è Haley Fohr, torna con il suo sesto album in studio e preannuncia una totale metamorfosi, sia a livello di immagine (come la copertina fa capire fin da subito) sia a livello musicale. Tutto ciò è stato reso possibile dall’isolamento in cui l’artista si è chiusa, che le ha permesso di realizzare il disco in totale autonomia: le ripetute sessioni di registrazione notturne nel proprio studio hanno fatto emergere sonorità più oscure e senza precedenti, ma perfettamente calzanti con la sua voce.

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