Home Magazine In edicola Rumore 385 | Febbraio 2024 – Sonic Youth, la meglio gioventù

Rumore 385 | Febbraio 2024 – Sonic Youth, la meglio gioventù

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RUMORE 385 COVER

Tutti i contenuti del numero 385 di Rumore, febbraio 2024. Sonic Youth, la meglio gioventù

Un nome, una garanzia, per un giornale come il nostro: Sonic Youth. Uno dei gruppi più influenti della storia del rock. I quattro ragazzi approdati a New York iniziarono la loro attività nei primi ‘80, giovani ma non imberbi. Il loro rock rumoroso e rumorista – noise! – ha influenzato più di una generazione e ancora oggi la band di Thurston Moore, Lee Ranaldo, Kim Gordon e Steve Shelley rappresenta una pietra angolare di tutta la storiografia musicale. Sperimentatori, assassini della chitarra, melodici, granitici, fratturati, sempre un passo avanti. Da anni non suonano più assieme, ma è come se in pratica non se ne fossero mai andati. Lo dimostra oggi la ristampa ufficiale di un vecchio bootleg risalente a metà anni ’80. L’attività discografica della “gioventù sonica” non si è mai fermata, anche se i quattro non si frequentano più. Thurston Moore ha iniziato da tempo un’attività solista culminata qualche mese fa nell’uscita del suo lunghissimo memoir biografico sotto forma di libro. Partendo da qui, dopo anni di pausa, abbiamo deciso di tornare sulla band. Stefania Ianne ha incontrato Thurston a Londra in occasione di una lunga presentazione del libro in oggetto, in cui si è lasciato andare a ricordi e aneddoti del passato, con la band e senza. Nicholas David Altea ha invece intervistato il batterista Steve Shelley, quello che potremmo definire la voce ufficiale e promozionale del gruppo, in questo momento. Anche Steve, nello spiegare le ragioni di questa ristampa, ha ricapitolato la storia della band dal principio. Carlo Bordone invece ha raccontato l’importanza di questo gruppo. Ci mancavano tanto, e non solo a noi. Sonic Youth: La Meglio Gioventù. Questa la cover story, rigorosamente in bianco e nero, di Rumore 385, febbraio 2024.

Se Thurston Moore si è trasferito da New York all’Inghilterra, un percorso non dissimile ha fatto un altro fuoriclasse della sperimentazione, Jack Cooper. Che è sì inglese, ma ha deciso di abbandonare Londra per andare in provincia, a causa dei costi troppo elevati della capitale inglese. Cooper è il piccolo genio del (post) post rock britannico fondatore e cervello dei Modern Nature. Il suo disco è stato fra i migliori del 2023 per noi, così abbiamo deciso di incrociarlo in casa, ossia appena prima di un suo concerto al leggendario Cafe Oto di Dalston, Londra. Grazie a questo incontro realizzato da Mauro Fenoglio e Antonio Briozzo i due autori hanno allargato il discorso, coinvolgendo Maurizio Blatto: la sua penna si è soffermata sul concetto di silenzio nella musica odierna, partendo da John Cage per arrivare appunto al post rock e ai Modern Nature. Un viaggio abissale dentro gli spazi vuoti degli spartiti, che rimbombano dentro l’ascoltatore. E il lettore, in questo caso.

Se le vicende del rock indipendente vi appassionano quanto piacciono a noi, allora vi sarà capitato di imbattervi negli anni nel nome e nella figura di Jonathan Clancy. Il candese di Bologna è una figura centrale nelle evoluzioni del rock underground di casa nostra. E non solo. Attivo da 20 anni in diversi progetti (Settlefish, A Classic Education, His Clancyness etc.), cambiando ragione sociale e attraversando generi, Clancy ha una visione musicale così multiforme da averlo condotto solo oggi al debutto solista col suo nome completo: James Jonathan Clancy. Un disco che naturalmente riconferma quanto di buono detto e fatto sinora dal suo autore, che, come se non bastasse, è anche la mente dietro una delle etichette nazionali più fertili in circolazione, Maple Death. Saliamo così a bordo di un racconto che ci porta lungo la via Emilia, scortati da Arturo Compagnoni e Cesare Lorenzi. Per ricapitolare 20 anni di storia, dischi e discografia, arrivando infine a un presente da vivere senza filtri.

Fra gli articoli di approfondimento in testa al giornale, nella sezione Futura, ci sono quelli dedicati agli Slift, irregolari della psichedelia intervistati per noi da Andrea Valentini. Altri articoli da menzionare questo mese sono quelli sulla cantautrice toscana Sara Parigi, senza dimenticare i promettenti Font, Jim Lexgacy, Devon Ross, Hamish Hawk e Sextile. E poi: John De Leo – romagnolo, cantante e sperimentatore fra i migliori d’Italia ormai da anni, già negli indimenticati Quintorigo – racconta nella rubrica I Complessi la sua formazione, vita, famiglia, passato e presente.

Il disco del mese estero è quello degli irlandesi NewDad, molto atteso da tutti coloro che hanno a cuore le vicende del nuovo rock alternativo, anche se non necessariamente indipendente. La scelta italiana del mese guarda anch’essa all’estero, vista la statura e la carriera del suo autore, il produttore e DJ Donato Dozzy, già apprezzato anche come anima de Il Quadro Di Troisi. Fra le altre recensioni segnaliamo poi quelle dei nuovi album di The Pineapple Thief, Green Day, Kreidler, Real Estate, Tom Odell, The Vaccines, Club Dogo, Manu Delago, Alos, Idles, Kirlian Camera, Arrested Development, Buck Meek, San Leo, Amor Muere, Erika De Casier, Baratro, The Cavemen, Zibba, Shed Seven, J Mascis, El Perro Del Mar, Helado Negro, The Devils, Cletus; oltre alle ristampe di Giardini Di Mirò, R.E.M., Slayer, Khanate, Eels, Dente, Casino Royale e tantissimi altri.

Da segnalare l’evento al negozio di dischi Backdoor a Torino (via Pinelli, 45) con Carlo Bordone, Mauro Fenoglio e Antonio Briozzo per parlare di Sonic Youth e Modern Nature, il 10 febbraio alle 18.

“Rumore” 385, febbraio 2024, è in edicola al prezzo di 8 euro.
Disponibile anche la versione app da scaricare, per tutte le piattaforme. Buona lettura!

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