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Sleater-Kinney, dare tutto sempre

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Sleater Kinney Live 1

Stefania Ianne racconta il concerto a sorpresa delle Sleater-Kinney per il lancio del nuovo album Little Rope

di Stefania Ianne

A sorpresa Rough Trade annuncia una data dal vivo per il lancio di Little Rope, il nuovo album delle Sleater-Kinney, storica band di Portland, Oregon, previsto per l’inizio del 2024. Sono fortunata, il locale è piuttosto minuscolo e i biglietti sono esauriti in meno di un’ora. Ridotto a livello compositivo alle due fondatrici, Corin Tucker e Carrie Brownstein, il gruppo dal vivo, da quando la batterista Janet Weiss ha lasciato, è collaudatissimo, con Katie Harkin e Toko Yasuda alle tastiere e Angie Boylan alla batteria. Quando arrivo la sala sembra in fiamme, hanno aperto tutte le porte. Niente panico, hanno solo esagerato con i fumogeni, esce fumo dappertutto. Stasera il concerto, la sala, tutto è ridotto ai minimi termini, in una versione senza fronzoli per dare spazio completo alla musica nell’unico modo vero in cui dovrebbe essere ascoltata, con i gomiti del pubblico sul palco e il feedback nelle orecchie. Il palco contiene a stento tutta l’apparecchiatura e i due assistenti alle chitarre, soprattutto il tecnico alla sinistra di Carrie Brownstein, concentratissimo, sembra poco felice di essere in primo piano inchiodato sul palco mentre è intento ad accordare e preparare le chitarre per Brownstein e un paio di volte per Katie Harkin. Dall’altro lato, meno visibili a causa di un pilastro portante Toko e la tecnica che si occupa delle chitarre di Corin Tucker. Mentre molto visibile è la scaletta del concerto, stampata a grandi caratteri con qualche indicazione scritta a mano sugli strumenti da preparare.

Si inizia subito, stasera non c’è spazio per nessuno in apertura. Solo loro a ritmi elevati, con una carica spettacolare. Carrie Brownstein alla chitarra e alla voce è uno spettacolo tutto da vedere. Come sempre, nonostante i limiti del palco, non rinuncia alle sue spaccate e come non riesca a calciare in faccia la prima fila è praticamente un miracolo! Stasera iniziano il concerto e suonano per la prima volta dal vivo l’altalenante Hell, il primo singolo tratto da Little Rope accompagnato da un video enigmatico con protagonista l’ancora più enigmatica regista e attrice, loro amica di lunga data, Miranda July. Corin Tucker appare subito in gran forma alla voce. La voce più potente del rock alternativo non conosce limiti, è una cantante naturale sia in potenza che in gamma vocale e ascoltarla dal vivo mette i brividi dentro. Carrie Brownstein invece è grinta ed energia pura. Insieme da quasi 30 anni, con una pausa durata 10 anni, le SK non hanno nessuna intenzione di rinunciare alla potenza, alle chitarre e alla voce gridate che le contraddistinguono.  

Carrie Brownstein ci dice che questo formato è l’unico in cui si sentono a loro agio, questo locale minuscolo dove possono vedere tutti i nostri visi è l’unico modo vero di fare musica. Ed è l’unico modo per apprezzarla, per apprezzare la sincerità di chi ti sta davanti, non solo per intrattenerti.  

Ci studiamo a vicenda, saltiamo insieme, ci commuoviamo insieme quando Brownstein annuncia Dance Song ’97 nella versione creata dai Low, per Dig Me In, la versione di cover fatte da altri artisti per festeggiare i 25 anni del loro Dig Me Out. La versione dei Low, continua Carrie, è di molto superiore all’originale ed è per questo che stasera la cantano alla loro maniera e la dedicano a Mimi Parker a un anno dalla sua scomparsa. “Ci manca tantissimo”. Tra i momenti più belli, l’esecuzione immancabile del classico Jumpers, e la versione che suonano stasera è micidiale. “Non capisco chi sale sul palco senza dare tutto quello che hai dentro. This is it. Tutto può cambiare all’improvviso, date tutto sempre”, dice ancora la Brownstein. Per tutto il concerto la complicità tra la Tucker e la Brownstein è palpabile. Tucker è la roccia su cui la più fragile Brownstein si fonda. Letteralmente a varie riprese durante il concerto la Brownstein abbandona la testa sulle spalle di Corin Tucker mentre suona la chitarra, mentre imperterrita Tucker continua a far vibrare la sala con la sua voce dominante. Non può mancare stasera anche il debutto dal vivo per il secondo singolo tratto da Little Rope, Say it Like you Mean it. Il video viene lanciato proprio in concomitanza con questo concerto, con protagonista ancora una donna, un’attrice fenomenale, J. Smith-Cameron, alter ego di Corin nel video in bianco e nero diretto da Carrie Brownstein.  

Setlist
Set 1
Hell (Live Debut)
Bury Our Friends
The Center Won’t Hold
Price Tag
Oh!
One More Hour
Jumpers
Worry With You
Dance Song ’97 (Low version)
What’s Mine Is Yours

Set 2
Ironclad
Hurry On Home
A New Wave
Shadow Town
No Cities to Love
Dig Me Out
Modern Girl
Say It Like You Mean It (Live Debut)
Entertain

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