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La risposta di Marky Ramone al CSA Baraonda sulla bandiera palestinese

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Marky Ramone Messaggio
(Credit: Instagram / Marky Ramone9

Il management di Marky Ramone ha spiegato perché l’ex batterista dei ramones si è rifiutato di suonare davanti alla bandiera della Palestina al CSA Baraonda

Lo scorso 18 ottobre Marky Ramone, ex batterista dei Ramones, avrebbe dovuto esibirsi al CSA Baraonda a Segrate, alle porte di Milano, per la terza di quattro tappe del tour italiano, ma poco prima di salire sul palco il musicista aveva fatto sapere che non si sarebbe esibito con la bandiera della Palestina appesa dietro di lui, sopra al palco.

Il centro sociale, che sostiene il cessate al fuoco e il popolo palestinese nell’attuale conflitto israelo-palestinese, aveva diramato un comunicato sui social, dove si leggeva: “Arriva il momento di Marky Ramones, improvvisamente la stoccata: con la bandiera palestinese sul palco si rifiuta di suonare. Una posizione ignava e indifferente a quanto sta accadendo a Gaza e tanto più assurda perché espressa proprio al momento di salire sul palco, non 1 minuto prima. Lui e il suo entourage sapevano da mesi in che luogo si sarebbe svolto il concerto e la sua connotazione politica, avevano avuto modo di vederlo giorni prima della data, Marky stesso era presente nello spazio dal pomeriggio ed era stato avvisato della bandiera, accettandone la presenza”.

A distanza di qualche giorno è arrivato un chiarimento da parte del management di Marky Ramone, che spiega che “da sempre non si esibisce dietro alcuna bandiera o simboli politici”. Il management innanzitutto precisa come il concerto fosse un evento privato, la festa di compleanno dello storico presidente del fan club italiano dei Ramones, che l’ha finanziato, cosa che ha anche reso possibile mantenere basso il prezzo del biglietto. Precisa poi che “La bandiera non c’era durante e dopo il soundcheck e durante la festa di compleanno, ma è stata messa subito prima dell’inizio delle band spalla”,

Durante lo show degli Infiltrados è stato proiettato un messaggio proGaza (visto che la band non aveva il logo da proiettare), mentre quando è stato il momento di Liz and the Kids è stato proiettato il loro logo. Quando è stato il momento di Marky è apparsa la bandiera palestinese di lato alla batteria senza aver chiesto niente a nessuno; Marky chiede gentilmente di toglierla perché lui da sempre non suona con bandiere o simboli politici perché, parole sue “la musica deve unire, non dividere! Non ho mai voluto suonare con bandiere dietro di me, addirittura una volta ho fatto togliere una bandiera degli Stati Uniti perché poteva essere strumentalizzata. Il comunicato fatto per giustificare la non esibizione di Marky è pieno di inesattezze e, visti i toni usati dal palco, ha messo a rischio l’incolumità dell’artista e della sua strumentazione, dato che ha dipinto Marky come una persona di bassi principi, cosa che assolutamente non è.

Qualche giorno fa, poi sul profilo ha pubblicato anche una foto raffigurante due bambini (una israeliana e uno palestinese) stretti in un abbraccio.

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