Home Notizie Ascolta James Blake per la Giornata Mondiale della Salute Mentale

James Blake per la Giornata Mondiale della Salute Mentale

0

In occasione del World Mental Health Day, James Blake ha parlato con Zane Lowe su Apple Music dell’importanza della cura della salute mentale

Domenica 10 ottobre è la Giornata Mondiale della Salute Mentale, e per onorarla Apple Music ha preparato una speciale programmazione musicale e una raccolta di playlist allo scopo di sottolineare l’importanza della materia e aiutare le persone a far fronte allo stress e all’ansia. Zane Lowe ha curato quattro playlist per la sua serie Mente sana, ognuna incentrata su un aspetto del benessere e della cura di sé. “Tutte e quattro le playlist hanno lo scopo di mettere in una situazione in cui, ascoltandole, si spera ci si possa sentire meglio”. Sempre Zane Lowe ha dialogato con James Blake sull’importanza della salute mentale e sul processo creativo del suo nuovo album Friends That Break Your Heart.

“Essenzialmente, in tutti questi modi in cui mi sono ritrovato a vivere, non stavo avendo cura della mia digestione. Non facevo attività fisica. Mangiavo ogni giorno. Stavo lasciando… C’erano molte situazioni nella mia vita che stavo lasciando accadere e riguardo cui ero sempre ansioso”, racconta Blake a proposito dell’importanza di prendersi cura della propria salute mentale,

Bevevo molto. Zucchero, 24 ore al giorno. Sempre di corsa. D’altronde, se non lo fai…Stavo creando una situazione…Stavo solo ripetendo di continuo le cose peggiori che si possano fare per la propria salute mentale. E poi ero sorpreso di non sentirmi molto bene al mattino e insomma, noi ce l’abbiamo il controllo anche se, forse, esistono alcune cose che ci condizioneranno per sempre. Ma credo davvero che quando ci diagnostichiamo una cattiva salute mentale, o qualsiasi altra cosa, non dobbiamo lasciare che diventi una prigione o una definizione di noi stessi, che sostanzialmente ci impedisca di cercare il modo di sentirci meglio. Credo che sostenere quelle conversazioni come parte dell’intero processo sia effettivamente molto importante. Sì, l’ho notato, decisamente. Ho provato a parlare di salute mentale, e della mia in particolare, soprattutto per un po’ nei miei dischi, almeno nei miei ultimi tre. Forse in tutti quanti. Credo che il primo disco costituisca un tentativo di discussione molto frammentato, un tentativo un po’ esitante di discutere di alcune cose, perché onestamente penso che io avessi troppa paura di formularle a parole in lingua inglese. Ma forse non avevo il vocabolario sufficiente per svilupparle a parole, credo… Lo dico in molte occasioni, la musica è spesso il nostro primo linguaggio, e solo dopo viene la nostra lingua madre. Non credo che siamo necessariamente incoraggiati a parlare della nostra salute mentale o di ciò che sentiamo. Credo che, se lo facciamo, è probabile che metteremmo a disagio le persone attorno a noi, che sia un manager, un agente, un’etichetta o chicchessia. Perché a un certo punto della nostra carriera, ciò può portarci a uno stop, che blocca il lavoro e quindi il guadagno di tutti quanti. Ho aperto la mia vita come mai avevo fatto prima d’ora. Voglio dire, ero una persona incredibilmente anti-sociale e questo tipo di intervista mi avrebbe spaventato moltissimo, a essere onesti. Sarei stato molto più contento parlando solamente di musica. Ma ora, voglio dire, parlare di musica va bene. Probabilmente cominciai a sentirmi così quando avevo 14 o 15 anni, quando stavo esplodendo. Non riuscivo. Non c’era…Mi sembrava di non avere alcuna via di sfogo. Anche se facevo musica, non riuscivo… Ero condizionato da molte cose, mi guardavo attorno e le altre persone stavano così bene, semplicemente non riuscivo a capire. E sai, si sviluppano i propri canali di sfogo, ed è divertente realizzare che la musica sia immaginata erroneamente come una valvola di sfogo. Non lo è. Scrivi una canzone su ciò che ti turba, e ti senti bene per mezz’ora. E poi quando qualcuno ti dice “Adoro la canzone che hai scritto”, pensi “Grazie, mi ricorda tutte le cose di cui ho parlato, e che preferirei che nessuno mi ricordasse.” E quindi torni al punto di partenza. Ti dà un leggero sollievo. Ma davvero, l’unico modo per affrontare tutto ciò è parlarne. E lavorarci su, che sia attraverso la terapia o parlandone con amici, parlarne con qualcuno che capisce, o semplicemente sentire, eccetto cambiare qualcosa nella propria vita. Di qualunque cosa si tratti, queste sono le vere via di fuga. Mi ci sono voluti tre anni per riuscirci. E sono stato molto fortunato a trovarmi in una situazione economica per cui potessi permettermi di smettere di lavorare e occuparmi di me stesso. Ma mi ci è voluto molto tempo. E un’altra cosa, credo che la salute mentale sia diventato come uno slogan, in un certo senso. E quindi, si crea un baratro sempre più grande tra la persona che presenti come la tua personalità al pubblico e la persona che sei davvero quando il microfono si spegne e torni a casa, occupandoti dei tuoi problemi. Un divario tra la mia musica, le molte collaborazioni, le produzioni, fare musica dub, elettronica, e le buone recensioni, tutte queste cose, e il mio precipitare in modo vertiginoso…il fatto di non essere esattamente una gran persona a cui parlare a volte, e non avere molto da dire, e avere molta ansia tra la gente, ma poi andare sul palco e diventare la versione più cool di me stesso. Spesso sei ricompensato economicamente, per averlo fatto. Credo sia un comportamento pavloviano. È come se più uno riceve gratificazioni, più ritorna allo stesso comportamento che le ha prodotte. Credo che la risposta per me coincidesse con il decidere se mi andasse bene non ricevere alcuna gratificazione e smettere di ascoltare quella parte di me che mi faceva fingere di essere perfetto come non lo ero agli occhi degli altri bambini a scuola, o essere più cool. Fissiamo lo schermo e scorriamo la pagina di Twitter a lungo. E la natura di Twitter è quella di un contesto dove le persone parlano tra loro come se non fossero umani. Parlano come se fossero figure pubbliche effimere. Si smaterializzano come persone perché è facile farlo. E inoltre, siamo stati neuro-programmati dalla tecnologia per mettere da parte l’empatia in quel momento. Perciò, ovviamente si scrivono cose che non ci rispecchiano. Davvero, quante conversazioni online sono le stesse che sosteniamo di persona? E non esiste alcun ring che delimiti quanto in là si possa spingere un messaggio. In sostanza, si può andare così tanto in là da far perdere al messaggio il suo contesto originale, e le persone commentano come se tu stessi parlando di loro o con loro nello specifico. Voglio dire, è un sistema di comunicazione intrinsecamente fallato. Credo che, se vogliamo parlare di salute mentale, dovremmo parlare dei social media e di come stiano esacerbando massivamente quella delle persone… So che non rappresenta più un’affermazione controversa, ma se si vuole davvero sentirsi meglio…onestamente, ciò che ho fatto io è allontanarmi dal mio telefono. Ti cambia la vita. 

Il rispetto della tua riservatezza è la nostra priorità

 

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti.

Con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare dati precisi di geolocalizzazione e identificazione tramite la scansione del dispositivo. Puoi fare clic per consentire a noi e ai nostri fornitori il trattamento per le finalità sopra descritte. In alternativa puoi accedere a informazioni più dettagliate e modificare le tue preferenze prima di acconsentire o di negare il consenso. Si rende noto che alcuni trattamenti dei dati personali possono non richiedere il tuo consenso, ma hai il diritto di opporti a tale trattamento. Le tue preferenze si applicheranno solo a questo sito web. Puoi modificare le tue preferenze in qualsiasi momento ritornando su questo sito o consultando la nostra informativa sulla riservatezza.

Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie personali.

Questi cookie sono necessari per il funzionamento del sito Web e non possono essere disattivati nei nostri sistemi.

In order to use this website we use the following technically required cookies
  • wordpress_test_cookie
  • wordpress_logged_in_
  • wordpress_sec

Questi cookie ci consentono di contare le visite e le sorgenti di traffico, quindi possiamo misurare e migliorare le prestazioni del nostro sito.

Monitoriamo in forma anonimizzata gli accessi a questo sito.
  • _ga
  • _gid
  • _gat

Questi cookie sono impostati attraverso il nostro sito dai nostri partner pubblicitari.

Usiamo Google AdSense per mostrare pubblicità online sul nostro sito web.
  • _tlc
  • _tli
  • _tlp
  • _tlv
  • DSID
  • id
  • IDE

Rifiuta tutti i Servizi
Accetta tutti i Servizi
Exit mobile version