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Il loro Shine è stato il nostro disco italiano del mese di gennaio: un album indefinibile, dalle innumerevoli ispirazioni:

da John Lee Hooker ai Mogwai, da Chuck Berry ai Nirvana, dai Led Zeppelin ai Jesus and Mary Chain, dai Velvet Underground ai Dead Weather, ma anche The Jim Jones Revue, Elvis, gli Shellac… meglio fermarci qui.
Il disco è il risultato di una ricerca sonora partita da lontano, non appena Roberto si è unito alla band. Avevamo deciso di inserire un organo proprio per ampliare lo spettro sonoro da cui attingere, e così effettivamente è stato. Fin dall’ inizio, mentre eravamo alla ricerca del giusto amalgama tra gli strumenti e i suoni, abbiamo iniziato a sperimentare. Nonostante ciò, si tratta di un album estremamente istintivo e diretto, crudo e viscerale, sia nei suoni che nelle atmosfere, come nei testi.
C’erano parecchi candidati a titolo del disco. Shine ci è sembrato il più significativo: il brano omonimo rappresenta alla perfezione le sensazioni e i pensieri che attraversano tutto l’album. Pensieri che riguardano essenzialmente i rapporti di forza e violenza tra gli uomini, ma anche nei confronti del mondo che ci circonda. Nonostante i danni che l’umanità provoca al mondo, prima che a se stessa, ci deve essere sempre una luce alla fine del tunnel: se non ci diamo una regolata, noi non ne ce la godremo.

Qui sotto potete vedere in anteprima il video di Last Night Boogie, il primo singolo nonché uno dei brani preferiti dalla band,

perché è stata sufficiente una sola take in studio di registrazione: buona la prima, è una sensazione indimenticabile. E poi ci divertiamo troppo a suonarla live!

Il video è diretto e prodotto da Giulio Barlucchi, giovane videomaker e musicista di Poggibonsi, e girato proprio a Poggibonsi, in un magazzino industriale.


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