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Il nostro riassunto della settimana, sopra e sotto i palchi
dal 28 gennaio al 4 febbraio

di Letizia Bognanni

Salire sul palco durante un concerto è una cosa fighissima. Usare quel momento fighissimo per farsi un selfie col cantante, lo è molto meno, e può anche finire male. Al concerto romano di Nick Cave dello scorso novembre, per esempio, il ragazzo che ci ha provato si è visto scaraventare via il telefono dal contrariato Nick. È andata ancora peggio al tizio che è salito sul palco dei Converge a Berkeley: quando ha tirato fuori il telefono e si è messo in posa, la band ha smesso di suonare, il pubblico l’ha sbeffeggiato senza pietà e quando ha fatto stage diving l’ha lasciato cadere rovinosamente a terra. Non sappiamo se si è fatto male, ma di sicuro la prossima volta ci penserà due volte, e forse si godrà il momento di gloria senza selfie.

Unforgivable. @converge

Un post condiviso da Kelen Capener (@kelenkeller) in data:

Non conosciamo la policy del festival Parklife riguardo i selfie, però sappiamo che non potremo portare con noi il pelapatate. L’organizzazione ha dovuto specificarlo viste le tante richieste di persone che chiedevano di presentarsi con l’attrezzo per suonarlo al concerto di Liam Gallagher.

A proposito di festival inglesi, pare (lo dice il Sun, quindi vedremo quanto c’è di vero) che il partito laburista stia organizzando un festival a Londra per la fine dell’estate, sull’onda dell’entusiasmo per la trionfale accoglienza a Jeremy Corbyn durante il Glastonbury dello scorso anno. Fra i nomi papabili trapelati ci sono Stormzy e Lily Allen. Già così sembra meglio di una Festa dell’Unità.

La “miglior boyband dai tempi degli One Direction”, ovvero i Brockhampton, ha messo sottosopra Times Square con un’esibizione per TRL piuttosto insolita: i membri del collettivo hanno cantato e ballato Boogie in felpa bianca, pantalone rosso, e… faccia e mani blu. Secondo noi tutto questo vale mille One Direction.

David Bowie conosceva da 40 anni la data della sua morte? Secondo Mike Garson, autore del libro Bowie’s Piano Man: The Life Of Mike Garson, di cui sta per uscire la nuova edizione, sì, per “merito” di un sensitivo incontrato alla fine degli anni 70 che gli avrebbe rivelato “il giorno esatto della sua morte. Ci sono un sacco di sensitivi fuori di testa, ma questo era reale. David lo sapeva e non ne ha dubitato nemmeno per un attimo. Me lo raccontò con certezza, lo accettò, e pianificò il futuro in base a quello. Aveva 30, 40 anni per programmare la sua vita”.

E se non vi bastano queste news in pillole, qua trovate quelle musicali e qua quelle scovate dalla rete.


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