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Ci siamo andati vicini così tante di quelle volte, nell’arco di 20 anni e più. Abbiamo perciò deciso che questa fosse la volta buona. Per cosa? Per dedicare la nostra storia di copertina ai Belle And Sebastian, una delle più importanti e longeve band pop rock mondiali dell’ultimo quarto di secolo. La formazione guidata dalla penna di Stuart Murdoch pubblica un nuovo, ottimo album: occasione ideale per noi per intervistare il gruppo e allargare di conseguenza il cono di luce: passando da loro a tutta la scena della natia Glasgow, che tanta musica ha generato negli ultimi decenni. E continua a farlo, vedi alla voce Spinning Coin.

Il numero di febbraio è pieno di approfondimenti: come per esempio quello “sociomusicale” curato da Andrea Pomini riguardante un curioso asse di musica sperimentale sviluppatosi in Medio Oriente. Difatti tra capitali come Beirut, Cairo e Istanbul si sta espandendo un’avveniristica forma di avanguardia che ha in progetti come Karkhana e Nadah El Shazly i referenti principali.

Claudio Sorge ha invece battezzato uno speciale dedicato alla nuova scena psichedelica inglese, in particolare quella influenzata dal cosiddetto kraut rock di ormai remota origine tedesca. Protagonisti principali sono gli Hookworms, tornati con un album a dir poco formidabile. Ma fanno parte dell’indagine anche band come The Cosmic Dead e Mugstar. U.K. kraut!

Non distante, a Londra, si muove e opera Richard Russell: nella vita di tutti giorni l’uomo che inventato il suono e l’etichetta chiamata XL (dentro ci trovate The XX, Adele, King Krule, Vampire Weekend e diversi altri). In concreto Russell è un moderno guru (produttore? Musicista? Entrambe le cose?) del suono, fresco di debutto solista. Del resto, poteva esimersi dal concepirlo? Si è raccontato in lungo e in largo di fronte al nostro Giorgio Valletta.

Per lo speciale “Retropolis” vale lo stesso discorso fatto per la copertina. Ci siamo concentrati su uno degli autori (e delle band) più identitari e legati al nostro giornale. Quel Lawrence che nell’arco di vari decenni ha fondato diversi progetti di culto, A partire dai Felt per procedere con Denim e Go-Kart Mozart. Personaggio indecifrabile se ne esiste uno, l’inglese Lawrence vive nel costante anonimato artistico da quasi 40 anni, attraversando new wave, post punk e sopravvivendo alle macerie del britpop. Per fortuna ha avuto voglia di aprirsi e dire di sé a noi, grazie a Diego Ballani.

Da segnalare poi: focus sui promettentissimi Brockhampton, Still, Elm e ********. Oltre a Idles, Franz Goria dei FluxusCosmo Pyke, Jaimie Branch e nomi storici tipo i Voivod. Raccontiamo cosa è successo dal vivo durante l’unica data italiana dei britannici Wolf Alice. Oltre alle consuete rubriche e colonne redatte dalle nostre firme di punta.

Recensiamo poi, come ogni mese, numerose nuove uscite discografiche, fra cui spicca il solido ritorno dei “soliti” Calibro 35. Oltre ai nuovi lavori di Hollie Cook, The Bellrays, Ezra Furman, Franz Ferdinand, Imarhan, Johnny Greenwood, Ought, Django Django, Wombats, Ty Segall, Beatrice Antolini, Superchunk, Felpa, Kirlian Camera, Trouble Boys, Niggaradio, Paletti, Fire! e tantissimi altri. Come per esempio il best of che celebra 30 anni di Afterhours o le ristampe di Roxy Music, Bert Jansch, Television Personalities e Yeah Yeah Yeahs.

“Rumore” 313, febbraio 2018, è in edicola: al prezzo di 6 euro. Disponibile anche la versione app, per tutte le piattaforme. Buona lettura!

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