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Il 6 gennaio del 1994, la pattinatrice statunitense Nancy Kerrigan viene aggredita dopo un allenamento e deve rinunciare a partecipare ai campionati americani. Qualche mese dopo, la sua maggiore rivale sportiva, Tonya Harding, si dichiara colpevole di aver partecipato all’organizzazione dell’aggressione, architettata dall’ex marito e dalla guardia del corpo.
A Tonya Harding, “luminosa star americana”, è dedicato il nuovo brano di Sufjan Stevens. Stranamente, nonostante fosse stata proposta, la canzone non fa parte della colonna sonora del film I, Tonya, in uscita negli Stati Uniti proprio questa settimana. “Provavo a scrivere una canzone su Tonya Harding”, scrive Stevens sul suo sito, fin da quando l’ho vista pattinare ai campionati americani di pattinaggio su ghiaccio nel 1991. È un soggetto complicato per una canzone in parte perché i duri fatti della sua vita sono così strani, discutibili, eroici, senza precedenti e indelebilmente americani”. Nel lungo scritto, che qui potete leggere per intero, il musicista ripercorre la vicenda umana e sportiva della Harding, e conclude:

Lo ammetto, le prime bozze della canzone contenevano più di qualche gioco di parole, battute e ironia su video hard e celebrity per creare un arco narrativo divertente. Ma più ci lavoravo, più ci pensavo, più consideravo Tonya Harding nella sua interezza come persona, ho cominciato a sentire l’esigenza di scrivere qualcosa che avesse dignità e grazia, per respigere la ridicola spazzatura da tabloid e fare un bilancio della vera storia di questa strana e magnifica eroina americana. In fin dei conti, Tonya Harding era solo una donna ordinaria con un talento straordinario e un’instancabile etica del lavoro che le faceva fare del suo meglio. Ha fatto questo e di più. Spero che si possa dire lo stesso di tutti noi.


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