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di Davide “Deiv” Agazzi / fotografie di Walter Quiet

Dave Rowntree, storico ed inamovibile batterista dei Blur, è a Firenze, all’Off Bar, per un dj set (dove non finirà neanche un pezzo della sua band perchè quelli “devono essere suonati e sentiti dal vivo”) e, nel giorno di queste apparentemente fondamentali elezioni per la Gran Bretagna, mi pareva davvero una brutta cosa non farci quattro chiacchiere.

Perché Dave, quando non picchia le pelli nella band di Damon Albarn o in uno dei suoi progetti solisti, è politicamente molto attivo, essendo un consigliere comunale, a Londra, del Partito Laburista. Ovvero di quel partito, rappresentato da Jeremy Corbyn, che oggi dovrà convincere milioni di inglesi nel tentativo di spodestare la conservatrice Theresa May. Brexit ed i tragici attentati che hanno segnato l’Inghilterra pochi giorni prima del voto, avranno un effetto pesantissimo sul risultato delle urne.

Da un punto di vista musicale, tutto tace. Dopo il successo di The Magic Whip, che ha rimesso in pista i quattro britannici, non ci sono nuovi dischi dei Blur all’orizzonte. Resta da capire quale sarà la direzione da intraprendere per una band che, soprattutto nella sua seconda parte di carriera, ha sempre mutato il proprio suono, rivolgendosi -disco dopo disco – in direzioni sempre diverse, spesso inaspettate. Un viaggio camaleontico cominciato nel 1997, anche e soprattutto grazie ad un brano come Song 2, che oggi compie 20 anni, e che all’epoca spalancò al gruppo londinese le porte dei rock club di tutto il mondo, diventando la loro prima hit fuori dei confini britannici ed il loro maggior successo di sempre. Praticamente una sorta di brexit musicale, ma al contrario: portò l’Inghilterra in tutto il mondo, altro che gli odierni isolazionismi.

E se tutto va male, ci penserà un tifoso del Millwall.

Domani si va al voto, che momento è questo, per l’Inghilterra?

Cavolo, non è la tipica domanda da 11.30 la sera. E’ un momento difficile per la metà del paese che ha scelto di rimanere in Europa, compreso il sottoscritto. Entrambi i partiti principali sembrano favorevoli all’uscita dall’EU, quindi la mia metà del paese si avvicina a queste elezioni con un sentimento di impotenza, derivante dalla scarsa fiducia nel poter cambiare quello a cui si tiene maggiormente.

Cosa ti aspetti, quindi, da questo voto? Mi sembri abbastanza disilluso sul suo esito.

Beh io sono un membro del Partito Laburista quindi non mi sento disilluso, La grande domanda è: questa è un’elezione sulla Brexit? E’ questo il motivo per cui siamo chiamati a votare? Questo non sembra essere il caso. E’ per questo che ci sentiamo, non disillusi, ma impotenti rispetto alla possibilità di avere un’ulteriore possibilità di espressione su questa cosa alla quale davvero teniamo. Io valuto veramente molto la mia cittadinanza europea: personalmente, mi sento prima un cittadino dell’Unione e, in secondo luogo, un cittadino britannico. E quindi sono fortemente risentito dal fatto che questo mi sia stato tolto.

Beh, comunque, all’inizio della campagna elettorale il vantaggio della May (l’attuale premier britannica, conservatrice) era dato attorno ai 20 punti mentre oggi molti osservatori vedono i due partiti praticamente alla pari.

Non ci credo, onestamente. Penso che vincerà comunque, questa la mia sensazione, di un centinaio di poltrone. I dati che citi tu sono sondaggi, che non condanno. Io stesso faccio questa cosa per lavoro, vado continuamente a bussare alle porte degli inglesi, è un ottimo modo per avere il polso della situazione. E posso dirti che non ho notato tutto questo cambiamento nell’opinione pubblica, così come ce lo raccontano i sondaggi. Non mi fido.

rowntree 4

Hai avuto modo di osservare, in qualche modo, i primi effetti della Brexit?

Non molto, del resto prenderà il via effettivamente solo fra due anni. Ci sono stati alcuni effetti per quanto riguarda l’immigrazione ed altri che hanno influenzato la sterlina e la borsa. Ma i suoi effetti completi non si sono ancora manifestati.

Parliamo di musica?

Quello che vuoi.

State lavorando ad un nuovo disco?

No. Al momento ognuno è impegnato nei propri progetti.

L’ultimo vostro lavoro, The Magic Whip, è stato accolto bene sia dalla critica che dai vostri fan.

Mi piace quel lavoro, ma devo dire che mi piacciono tutti i nostri dischi. È stato realizzato in una maniera interessante, è divertente, ma anche sperimentale. Sono soddisfatto di come è uscito, ci ha permesso di andare di nuovo in tour e questa è la cosa che amo maggiormente per quanto riguarda lo “stare in una band”.

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Sai, l’ufficio stampa di questo evento mi ricordava, giustamente, che 20 anni fa usciva un brano molto celebre dei Blur, Song 2. Cosa pensi di quel pezzo, oggi?

È un po’ come parlare di un tuo bambino, un qualcosa che si intreccia in maniera profonda in quello che siamo. È una domanda alla quale è difficile rispondere: quella canzone ha finito per definire una parte di noi. È stata la nostra prima hit al di fuori dei confini britannici: in Usa, in Messico, in tutto il mondo. È una di quelle cose a cui pensano le persone quando pensano ai Blur: è stato un momento decisivo ed è anche una canzone che suona in maniera completamente differente rispetto a tutto quello che abbiamo fatto. In qualche modo, ci ha definito musicalmente.

Non volevo dire questo, ma non posso negare che sia stata quella canzone ad introdurmi al vostro mondo. Ovviamente vi conoscevo anche prima, ma fino a quel momento non avrei mai pensato che voi poteste suonare anche in quel modo. Si sentiva in ogni rock club che frequentavo all’epoca. Penso che sia comunque un pezzo molto importante all’interno del vostro percorso, anche se tu magari non ne sei proprio un fan.

No, mi piace quel pezzo. Ci sono molti pezzi che abbiamo fatto e che non mi piacciono per un motivo o per un altro. Ci sono pezzi che avremmo potuto fare meglio o altri che non sono piaciuti e cose così, no? Ho molto rispetto, adesso che sono più grande, di quello che abbiamo fatto, non sono più così “emotivo” quando riguardo il nostro materiale. Ne sono molto orgoglioso.

Cosa fai oggi?

Scrivo musica per film e serie tv e sono un consigliere comunale per il Partito Laburista. Metà musicista, metà politico. Più musicista, al momento.

C’è un limite al numero di mandati nel tuo caso?

No, c’è un’elezione ogni quattro anni e fino a che la gente mi vota posso continuare all’infinito. Non è questo il mio obiettivo, chiaramente, ma nell’area di cui mi occupo io, c’è davvero tanto lavoro da fare. Soprattutto per gli studenti: è una zona che sta cambiando rapidamente, c’è una grossa università, che si sta espandendo parecchio, e questo ovviamente ha i suoi effetti sui residenti, non è semplice. Questo è quello su cui sto lavorando al momento.

Ti piace il calcio? Lo segui?

Mi piace ma non lo seguo, non ho il tempo.

Per chi tifi?

Nessuno.

Beh, immagino tu abbia sentito parlare del tifoso del Millwall che, a mani nude, si è scagliato contro tre terroristi armati di coltello durante l’ultimo attentato a Londra.

In Inghilterra è un eroe adesso. Il Millwall è la squadra più vicina a dove abito io, per cui capisco bene da dove arrivi quell’uomo. I loro tifosi sono dei punk coi controcoglioni per cui non sono nemmeno troppo stupito dell’accaduto.

Ok, ultima domanda. Perdonami, è politica. Theresa May si è detta disposta a metter da parte i diritti umani pur di contrastare il terrorismo, con l’adozione di leggi speciali. Dove tracci il confine tra libertà e sicurezza?

Sai, normalmente, quando mi dicono che è l’ultima domanda, è sempre qualcosa del tipo.. riguardando la tua carriera, c’è qualcosa che non rifaresti? Oppure, davvero non hai neanche un disco degli Oasis in casa? È vero che li odi ancora? Invece tu mi chiedi di tracciare il confine tra libertà e sicurezza, è una domanda difficile. C’è un’elezione in corso, non credere a niente di quello che dirà Theresa May al momento. Sta solo cercando di ingraziarsi il proprio elettorato. Lo Human Rights Act (rivoluzionario testo, per la giurisprudenza britannica, introdotto nel 1998 che per le prima volta previde un elenco scritte dei diritti fondamentali) è ancora un forte elemento di risentimento tra l’elettorato conservatore e quindi ancora una volta, come ha già fatto David Cameron ed altri politici conservatori prima di lui, lei annuncia proclami di questo tipo. Non succederà niente del genere o ci saranno proteste e disordini per le strade. Non lo farà. Non c’è nessuna polizia o servizio di intelligence che spinga in questa direzione, sono solo vuote promesse elettorali, non preoccupartene.


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