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init

Con un messaggio su Facebook l’INIT, club romano dove hanno suonato innumerevoli gruppi negli ultimi anni, ha comunicato che il comune di Roma ha “preso in possesso” lo spazio del locale, specificando che questo significa “sigillo alle porte e abbandono dell’area”. Dopo il caso del Dal Verme ci troviamo quindi di fronte a quello che sembra delinearsi come un nuovo sgombero che tocca nel vivo la vita culturale romana.

Riproduciamo qua sotto il messaggio postato dal locale per intero. Anche la foto qua sopra è presa dallo stesso post.

Lo spazio dell’INIT è stato preso in possesso (specifichiamo che presa in possesso per il comune significa sigillo alle porte e abbandono dell’area) dal comune di Roma che non ha valutato le enormi ristrutturazioni di recupero a carico degli assegnatari, che erano state ordinate dalla stessa pubblica amministrazione. Siamo al paradosso!!! Invece di ricevere, dopo la chiusura dei lavori, la risoluzione “dovuta” con la relativa contrattualizzazione, veniamo cacciati come occupanti abusivi (rispetto per chi occupa) , indegni di avere nessun riconoscimento per gli enormi sforzi sostenuti per terminare i lavori di messa in norma. Ringraziamo anche la nuova giunta per la completa assenza politica e l’immobilitá nel trovare soluzioni condivise, sulla gestione degli spazi recuperati per le attività artistiche.

Al locale, nei prossimi mesi, erano in programma concerti di Mono, Boris, Alcest, Black Tusk e The Casualties. Non ci sono al momento informazioni sul loro svolgimento. La redazione di Rumore augura all’INIT una risoluzione del problema il prima possibile.


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