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(In)Contro: Addizioni. Sovrapposizioni. Manipolazioni. Ibridazioni. Alchimie. Mescolanze di “stili corrotti per formare collage creativi”. Benvenuti nell’era del mash-up pacifista. Benvenuti nella definizione di nuovi scenari. Da esplorare con le orecchie aperte.

di Letizia Bognanni e Daniela Liucci

 

CANZONI PERDUTE E RITROVATE: 5-21-95

5-21-95

Jesus won the lottery,
he slapped me
pushing paint, color and smell
like a dog amongst human devices

I kneel, sometimes
Set me free

Jesus walks by me to get to him
He stopped me
So clean cut the colors blend
Like books amongst the many on a shelf

I cringe, sometimes
Set me free

Police man won the lottery
He greets me
Large fingers, dirty hands do no wrong
Like me amongst white male americans

I speak of nothing at all, sometimes
Set me free

Gesù ha vinto alla lotteria
Mi ha schiaffeggiato
Premendo sulla vernice, colore e odore
Come un cane tra congegni umani

Mi inginocchio, a volte
Liberami

Gesù mi passa accanto per arrivare a lui
Mi ha fermato
Ben definiti, i colori si mescolano
Come libri tra i tanti su uno scaffale

Mi umilio, a volte
Liberami

Un poliziotto ha vinto alla lotteria
Si congratula con me
Dita grandi, mani sporche non fanno nulla di male
Come me tra i maschi bianchi americani.

Non parlo affatto, a volte
Liberami

Una data, scritta con una penna rossa: May 21, 1995. C’era solo questo sulla vecchia audiocassetta che Susan Johnson, insegnante di Eaglesfield, Scozia, ha trovato in una tasca della borsa di seconda mano che il fidanzato le ha regalato di ritorno da un viaggio di lavoro a Madrid. Una data sulla cover e, dentro, due versioni di una stessa canzone. Canzone che Susan non aveva mai sentito, ma che le ricordava qualcosa. La voce del cantante, le chitarre un po’ anni settanta, più hard nella prima versione, acustiche nella seconda… “Niente male”, ha pensato Susan e, incuriosita, ha digitalizzato il brano e l’ha messo in rete nella speranza che qualcuno lo riconoscesse. Il resto è storia: tempo qualche ora e Susan ha scoperto di essere in possesso di una demo smarrita dei Pearl Jam. I quali si sono detti assolutamente ignari di come la cassetta possa essere finita su una bancarella di un mercatino dell’usato di Madrid, ma anche divertiti dalla vicenda: “forse scriveremo una canzone su questa storia”, ha dichiarato Eddie Vedder. Il gruppo ha poi deciso di rendere disponibile in free download il brano, una ballata ispirata alla tristemente celebre vicenda del “pittore di Hartford”, lo studente d’arte di Yale che il 21 maggio del 1995 si era barricato nel museo d’arte contemporanea della capitale del Connecticut, aveva ucciso quindici persone con un coltellino da campeggio e aveva dipinto su una parete una (splendida fra l’altro, a detta di autorevoli critici d’arte) pietà, usando il sangue delle vittime e il suo. Dal macabro episodio i PJ avevano tirato fuori un racconto di fede e tormento che siamo tutti contenti sia stato ritrovato. 5-21-95 – questo il titolo “provvisorio” della canzone – è un’anti-preghiera in cui la linearità delle liriche trascina a terra l’estrema libertà formale di linee melodiche e ritmiche. Dopo una lunga introduzione in cui pensieri strumentali cercano di trovare un varco nella tempesta di poliritmie e prendere forma, in cui percussioni tribali e quasi cannibali dialogano con la densità metallica dei charleston, è un basso fretless a tenere le fila del racconto, come il battito cardiaco di un cuore in tumulto che ha attraversato il confine della follia e non sa se vuole o può fare ritorno nella realtà, mentre riff di chitarra taglienti, brutali e familiari (anche nella versione interamente acustica) disegnano stati di alterazione in un refrain che moltiplica il dolore in strati sovrapposti. Per un risultato che ritrae la band di Seattle sulla via di un’intrigante e rigenerante sperimentazione. Quella che il tempo e la “maturità” artistica hanno forse diluito un po’ troppo. Non sappiamo con esattezza chi ha scritto cosa, ogni possibile indizio potrebbe rivelarsi errato, perché ogni regola sembra essere stata gettata al vento. L’unica cosa certa è che la prossima volta che faremo shopping in un negozio dell’usato staremo ben attenti agli oggetti rinvenuti nelle tasche.

Personaggi e interpreti
Cinque (ex) ragazzi della Seattle degli anni Novanta tra militanza socio-politica (traccia 6) e meditazioni sperimentali (traccia 1).

Playlist Blood Red
W.M.A. da Vs (Epic, 1993)
Jeremy da Ten (Epic, 1991)
Daughter da Vs (Epic, 1993)
Animal da Vs (Epic, 1993)
Whipping da Vitalogy (Epic, 1995)
Brain Of J da Yield (Epic, 1998)
Do The Evolution da Yield (Epic, 1998)
Insignificance da Binaural (Epic, 2000)
Bu$hleaguer da Riot Act (Epic, 2002)
Army Reserve da Pearl Jam (J Records, 2006)

Playlist Pastel Red
Sometimes da No Code (Epic, 1996)
Once da Ten (Epic, 1991)
Even Flow da Ten (Epic, 1991)
Indifference da Vs (Epic, 1993)
Better Man da Vitalogy (Epic, 1995)
Smile da No Code (Epic, 1996)
All Those Yesterdays da Yield (Epic, 1998)
Untitled (The Color Red) da Yield (Epic, 1998)
Nothing As It Seems da Binaural (Epic, 2000)
I Am Mine da Riot Act (Epic, 2002)

Potete ascoltare le due playlist, dedicate a Blood Red e Pastel Red qui sotto, tramite il nostro profilo Deezer.


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