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luis8

(In)Contro: Addizioni. Sovrapposizioni. Manipolazioni. Ibridazioni. Alchimie. Mescolanze di “stili corrotti per formare collage creativi”. Benvenuti nell’era del mash-up pacifista. Benvenuti nella definizione di nuovi scenari. Da esplorare con le orecchie aperte.

di Letizia Bognanni e Daniela Liucci

 

KILLER DAY

Non chiamatelo drogato. Lui si definisce “coltivatore, produttore e moderato consumatore di estratto di papavero da oppio bio”. Per Luiz Jung è il biologico che fa la differenza. L’enigmatico quanto geniale cantautore nato ventisei anni fa a Fairfield, Pennsylvania, da madre panamense e padre austriaco, non è certo quello che si definisce un cocco di mamma: non ha alcun contatto con i genitori – ex ufficiale dei marines lei, rettore di un’università cattolica lui – da quando a sedici anni, dopo l’uscita del primo (e unico finora) album New Beach, ha chiesto e ottenuto l’emancipazione e ha lasciato l’idilliaca e plasticosa – parole sue – cittadina per mettere su in New Mexico la fattoria in cui vive ancora oggi e che gli permette di essere assolutamente indipendente dal resto del mondo. Luiz, infatti, consuma esclusivamente i prodotti della sua terra (non solo papaveri ma anche ortaggi, frutta, verdura ed erbe con cui produce tutto, dai detersivi alle medicine), usa l’energia solare, sta registrando il nuovo album nello studio ricavato da una vecchia stalla e ha modificato il motore di una Panda, che adesso è alimentata a… urina. Ma non è un hippie né un eremita: guarda un sacco di televisione, usa tutti i social e va alle feste, dove non è raro vederlo flirtare con qualche collega, anche se da qualche mese si vocifera che la storia con Milly Martins sia diventata seria. Chissà che non converta al bio (e alla buona musica) anche la reginetta del pop trash.

Dopo mesi di annunci, falsi leak, anticipazioni e smentite, da una settimana è fuori il singolo Killer Day, prima “fioritura” della musica che verrà. Luiz è sempre Luiz, non gli si può chiedere di mettere briglie al suo singolare immaginario. Non gli si possono imporre regole o costrizioni. E allora eccolo vivere un “giorno micidiale”, inseguendo una coppia di anime cadute e perse (due tormentati protagonisti da non liquidare, troppo superficialmente, come dei Syd & Nancy qualsiasi), peregrinando in bar troppo affollati, smarrendosi in bagni costruiti nei corridoi. Alla ricerca di un nuovo mondo. Che nessuno – al momento – sa dove o cosa sia. Prima di una risposta, infatti, bisogna attraversare la notte, compiere un viaggio onirico e (non) necessariamente alterato. Il tutto nello spazio di una ballad, acidula e lacerante, di oltre sette minuti, apparentemente complessa ma estremamente essenziale, disegnata su chitarre con accordature aperte che imbastiscono quiete oscura per poi farsi minacciose, ossessive nel servire riff in sinistro crescendo. E che lasciano spazio solo a qualche accordo di pianoforte, gettato come una pennellata di colore su tela grezza, per sostenere il quasi spoken word dal sapore decadente e mitteleuropeo e invocare un tempo sospeso nella memoria in cui s’intrecciano dolori, dilatazioni e morte. Non solo fisica, come suggerisce la jam finale interrotta – a quanto pare – solo dallo scatto del salvavita nello studio di registrazione. Una jam che suona come un amorevole invito ai fan: mettetevi in strada e perdetevi, morite e rinascete. Rimanete in flusso. Ma ricordate di scattarvi qualche selfie lungo il cammino.

Killer Day
(Music and lyrics by Luiz Jung)

After the applause had died down
He came dancing across the water
After the applause had died down
She climbed down off the bar
After the applause had died down
She climbed down off the bar
Looking for the new world
After the applause had died down
He came dancing across the water
In the halls he wandered
With the secrets of his world

A bathroom in the hall
Oh, Lady, what a killer day

After the applause had died down
She climbed down off the bar
Dancing across the water
After the applause had died down
He went out the door
With the secrets of the world
After the applause had died down
His subjects gathered ’round him
In the hotel that he called home
After the applause had died down
She came dancing and went out the door
To the hotel that she called home

A bathroom in the hall
Oh, Lady, what a killer day

I still can’r remember when
Or how I lost my way

A bathroom in the hall
Oh, Lady, what a killer day

After the applause had died down
And the people drifted away
She climbed down across the water
He came dancing off the bar
And they died along the way
And war was never known

Quando l’applauso si spense
Lui arrivò danzando sull’acqua
Quando l’applauso si spense
Lei scese le scale del bar
Quando l’applauso si spense
Lei scese le scale del bar
In cerca del nuovo mondo
Quando l’applauso si spense
Lui arrivò danzando sull’acqua
Vagava nei corridoi
Con i segreti del suo mondo

Un bagno nel corridoio
Oh, Signora, che giorno micidiale.

Quando l’applauso si spense
Lei scese le scale del bar
Danzando sull’acqua
Quando l’applauso si spense
Lui andò alla porta e uscì
Con i segreti del mondo
Quando l’applauso si spense
I suoi sudditi gli si radunarono intorno
Nell’albergo che chiamava casa
Quando l’applauso si spense
Lei attraversò la porta e uscì danzando
Fino all’albergo che chiamava casa

Un bagno nel corridoio
Oh, Signora, che giorno micidiale.

Ancora non riesco a ricordare quando
O come ho perso la strada

Un bagno nel corridoio
Oh, Signora, che giorno micidiale

Quando l’applauso si spense
Dopo che la gente si era dispersa
Lei scese le scale del bar
Lui abbandonò il bar danzando
E lungo il cammino morirono
E della guerra non si seppe mai nulla

Luiz Jung secondo Luiz Jung
“Sono un crucco da spiaggia vestito in ecopelle

Playlist

Side A: Killer
Neil Young – Cortez The Killer da Zuma (Reprise, 1975)
Lou Reed – Men of Good Fortune da Berlin (RCA, 1973)
Neil Young – Danger Bird da Zuma (Reprise, 1975)
Lou Reed – Caroline Says I da Berlin (RCA, 1973)
Neil Young – Don’t Cry No Tears da Zuma (Reprise, 1975)
Lou Reed – How Do You Think It Feels da Berlin (RCA, 1973)
Neil Young – Pardon My Heart da Zuma (Reprise, 1975)
Lou Reed – Oh, Jim da Berlin (RCA, 1973)
Neil Young – Drive Back da Zuma (Reprise, 1975)

Side B: Day
Lou Reed – Lady Day da Berlin (RCA, 1973)
Neil Young – Lookin’ For a Love da Zuma (Reprise, 1975)
Lou Reed – Caroline Says II da Berlin (RCA, 1973)
Neil Young – Stupid Girl da Zuma (Reprise, 1975)
Lou Reed – The Kids da Berlin (RCA, 1973)
Neil Young – Through My Sails da Zuma (Reprise, 1975)
Lou Reed – The Bed da Berlin (RCA, 1973)
Lou Reed – Sad Song da Berlin (RCA, 1973)
Neil Young – Barstool Blues da Zuma (Reprise, 1975)
Lou Reed – Berlin da Berlin (RCA, 1973)

Potete ascoltare le due playlist qui sotto, tramite il nostro profilo Deezer.


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